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Palermo, arriva l’ostacolo Avellino: obbligatori i tre punti ma occhio agli ex

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Quasi archiviata la sosta, arriva l'Avellino al Barbera reduce da nove punti nelle ultime quattro gare. Per i rosa è obbligatoria la vittoria per poter sperare ancora al sogno, ma occhio agli ex che gridano vendetta.

Di Giuseppe Donato

Archiviata la sosta, è nuovamente tempo di campo per il Palermo che affronterà l'Avellino nella giornata di Pasqua. Una sfida in cui la compagine di Inzaghi, se desidera proseguire la rincorsa verso i primi due posti, ha a disposizione un solo risultato: la vittoria. Margine di errore minimo o assente, tenendo conto dell'inarrestabile andamento delle contendenti, Frosinone, Monza e Venezia, che sfideranno rispettivamente Padova, Catanzaro e Juve Stabia. Obiettivo, dunque, ridurre le quattro lunghezze che distano dalla prima posizione utile per la promozione diretta. Sei sfide al termine del campionato e nulla è ancora deciso, ma una mancata vittoria, domenica, potrebbe compromettere in maniera chiara ed evidente la corsa.

D'altra parte, l'Avellino, ha interrotto la sua serie positiva di tre vittorie consecutiva nell'ultima sfida prima della sosta, perdendo contro la Sampdoria al Ferraris in cui, però, non ha sfigurato contro una formazione alla disperata ricerca di punti salvezza e con il pubblico dalla sua parte. Gli irpini non hanno ancora in cassaforte la permanenza in categoria, ma il bottino di nove punti nelle ultime quattro gare hanno dato una boccata d'aria (cinque punti di distacco dalla zona pericolosa) e la possibilità di sognare per una posizione playoff (quattro punti di distanza dall'ottavo posto). A ciò i meriti si devono soprattutto a Davide Ballardini che nel mese di febbraio ha sostituito la gestione di Biancolino in maniera eccelsa conquistando undici punti in sette gare. Non smentendo la sua abituale capacità alta di far risalire la china a formazioni che navigano in acque difficili: sette salvezze conquistate in undici subentri in massima serie.

Tra queste, una permanenza in categoria l'ha conquistata alla guida del Palermo. Nella stagione 2015/2016 i siciliani si erano resi protagonisti di una annata del tutto negativa con sette cambi in panchina, e penultima posizione sino a sei gare del termine. Davide Ballardini, allenatore dei rosanero dalla tredicesima alla diciannovesima giornata venne sollevato dall'incarico e successivamente richiamato alla trentatresima da Maurizio Zamparini, conquistò undici punti in cinque gare ottenendo la salvezza in Serie A, insperata prima del suo "richiamo". La stagione successiva, però, rassegnò le dimissioni dopo la seconda giornata per discordanze con il presidente veneto riguardanti il calciomercato. Oltre ad esse, guidò il Palermo anche nella stagione 2008/2009, subentrando a Stefano Colantuono alla seconda giornata, con esito positivo; ottavo posto con cinquantasette punti ottenuti ma il derby perso con il Catania 0-4 ha macchiato inevitabilmente il percorso.

Tra gli ex nella gara di domenica, oltre a lui, figura Gennaro Tutino, che arrivato in rosanero durante il mercato invernale nella stagione 2022/2023, non si è reso protagonista di prestazioni convincenti con solo tre reti in diciotto partite, un rigore sbagliato in modo "goffo" contro la Reggina, e spezzoni di partita da invisibile. Non ha trovato la sinfonia con Matteo Brunori che cercava Eugenio Corini e non ha mai dato l'impressione di poter replicare le sue stagioni da protagonista nella serie cadetta con la maglia del Cosenza e della Salernitana. Solo sei mesi per lui con il Palermo che decise di non puntare nuovamente su di lui per l'annata seguente. Figura anche Roberto Insigne, all'Avellino da questa estate. Anche lui, come il precedente, non ha dato un contribuito importante alla causa rosanero con quarantanove presenze e solo sei reti. Arrivato nel mercato estivo del 2023 come un colpo di assoluta importanza, considerando il suo background in categoria, non ha mai dato l'impressione di poter fare la differenza, offrendo per la maggior parte prestazioni mediocri. Sotto la guida di Eugenio Corini, di Michele Mignani e di Alessio Dionisi ha trovato spesso spazio, o da titolare, o in partita in corsa, ma non ha offerto la qualità per cui venne acquistato dalla dirigenza rosanero. Non convocato al ritiro in Valle d'Aosta da Filippo Inzaghi è stato ceduto, per l'appunto, all'Avellino.

Domenica il Palermo necessita obbligatoriamente di tre punti per proseguire la rincorsa, ma prima dovrà superare l'ostacolo Avellino, in forma e guidato da Ballardini, preparato per queste specie di gare. Importante tenere occhio agli ex della gara, in quanto potrebbero avere qualche motivazione in più per firmare il cartellino, battere la compagine di Inzaghi e condannarla, con ogni probabilità, alla lotteria dei playoff.