mediagol palermo Palermo, adesso restano i playoff ma quanti rimpianti: l’autunno pesa come un macigno
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Palermo, adesso restano i playoff ma quanti rimpianti: l’autunno pesa come un macigno

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Per la squadra di Inzaghi è ormai impossibile raggiungere le prime due posizioni. Crescono il rammarico e i rimpianti, soprattutto per i mesi di ottobre e novembre, quando sono stati conquistati pochi punti che ora pesano come macigni.

Di Giuseppe Donato

Tempo di rimpianti, di rimorsi, e di rammarico per il Palermo, che, con la mancata vittoria contro la Reggiana ha abbandonato definitivamente la lotta alla promozione diretta e per il terzo posto. Il divario di sei lunghezze, a due sfide dal termine, è impossibile da colmare. Anche se la compagine di Inzaghi dovesse arrivare a pari punti con Frosinone e Monza avrebbe la peggio e occuperebbe comunque la quarta posizione, per via degli scontri diretti e della differenza reti sfavorevole. Favorevole, potrebbe essere, per i siciliani il più tempo per prepararsi alla lotteria dei playoff e la possibilità di sperimentare qualcosa di interessante nelle restanti due gare.

La mancata promozione diretta rappresenta la prima delusione per il Palermo, che, nonostante un numero di punti abbastanza alto, sessantanove, non può ritenersi pienamente soddisfatto della stagione regolare prossima alla conclusione. In primo luogo per non avere lottato in maniera serrata con Frosinone e Monza nelle ultime settimane, dimostrandosi, spesso, la più debole delle contendenti non capace di avere la meglio nemmeno in uno scontro diretto. In secondo luogo per qualche punto di troppo perso, che pesano davvero come un macigno. La difficoltà maggiormente mostrata è stata quella di non aver, quasi mai, concretizzato nel miglior modo possibile le azioni create. La sfida della Reggiana dello scorso sabato potrebbe essere una "sintesi" di quello che è stato il Palermo nella stagione corrente: una squadra capace di arrivare tra le parti del portiere avversario con grossa facilità, che, però quando c'è il momento di concretizzare, perde improvvisamente lucidità e freddezza. Una frase, che, oltre che spiegare la poca freddezza sottoporta di Pohjanpalo e compagni, potrebbe illustrare un'altra difficoltà dei rosanero: quella di non approfittare dei punti persi, davvero pochi, delle contendenti per strada. Un esempio potrebbe essere la 27° giornata: Frosinone e Venezia non vincono le proprie gare, ed il Palermo ha l'opportunità ghiotta di accorciare le lunghezze nella trasferta di Pescara. Dopo essere passato in vantaggio, nel secondo tempo, i rosanero vanificano il tutto facendosi rimontare.

Pesa come piombo, come un macigno, l'inizio di campionato, in cui i siciliani hanno perso la maggior parte dei suoi punti. Il Palermo, probabilmente, non aveva ancora incarnato nella maniera migliore le idee di Filippo Inzaghi, e aveva mostrato in qualche gara caratteristiche nel solco della precedente stagione. In tal senso, sono stati i mesi di ottobre e novembre quelli davvero horror, un periodo che i rosanero hanno pagato con un ingente prezzo; la mancata promozione diretta. In quel lasso di tempo si sono giocate le sfide contro Modena, Catanzaro, Juve Stabia, Entella e Monza, oltre che le due goleade contro il Pescara e la Carrarese di cui c'è poco da dire. La prima, disputata in casa, è stata presentata alla vigilia come il big match di giornata, con i rosanero e i canarini che occupavano le prime posizioni. La sfida, dopo un iniziale vantaggio del Palermo con la rete di Jacopo Segre, è terminata in parità con il Modena che ha risposto, in maniera fortuita, con una autorete di Bereszynski. Sebbene il risultato non sia stato particolarmente deludente, le sensazioni che ha lasciato la gara sono state parecchie negative per via di una squadra che ha faticato in buone parti del match con Joronen come "salvatore della patria". Sensazioni che si sono materializzate nelle sfide successive contro Catanzaro e Monza, in cui il Palermo ha raccolto il misero bottino di zero punti. 1-0 contro i calabresi al Ceravolo, e addirittura 0-3 contro la squadra di Bianco al Barbera. Paradossalmente, però, la prestazione migliore è stata quella contro i lombardi, infatti, se nella prima gara i rosanero non hanno creato praticamente nulla in fase offensiva soffrendo costantemente il Catanzaro, nella seconda, la squadra di Inzaghi, come successo anche al ritorno, non ha sfigurato contro un Monza davvero cinico nelle ripartenze.

Terminato il mese di ottobre, arriva novembre, che comincia in modo illusorio con una vittoria roboante contro il Pescara per 5-0. Solo sensazioni positive per una squadra che ha letteralmente "distrutto" il suo avversario. Sensazioni, che, però, in questa occasione, non si sono materializzate. Infatti, le due gare consecutive esterne contro Juve Stabia (persa 1-0) e Virtus Entella (pari 1-1) raccontano ancora lo stesso canovaccio: una squadra sempre in balia dell'avversario che può contare solo di un Joronen in forma smagliante. Canovaccio che tra l'altro si è visto anche nella sfida contro il Venezia, terminata 0-0, ma era settembre. Cambia il registro del film dopo la Liguria, con il Palermo che si trasforma in una macchina da guerra, con una retroguardia perfetta e impossibile da superare e una fase offensiva che non lascia scrupoli. Dopo l'Entella, infatti, i rosanero hanno ottenuto una serie di risultati utili consecutivi lunghissima, terminata soltanto lo scorso marzo con la sconfitta contro il Pescara (citata precedentemente).

Pesano come un macigno anche i punti persi negli ultimi sgoccioli di gara. Per esempio contro l'Avellino, lo scorso dicembre, con il Palermo in vantaggio sino agli ultimi cinque minuti, che subisce la rete del pareggio al novantesimo con un gol in rovesciata di Palumbo. Oppure contro il Mantova, dello scorso gennaio, che, con una firma, anche in questo caso pazzesca, di Brigantini nei minuti di recupero ha messo in equilibrio una gara che sembrava già scritta.

In una competizione dove ogni minimo errore viene punito senza esitazione, i mesi di ottobre e novembre, insieme a qualche scontro diretto di troppo perso, hanno rappresentato per il Palermo una sorta di condanna, aumentando rammarico e rimorso. Il sogno Serie A passerà dalla disputa dei playoff, forse, proprio per quei momenti adesso lontani, che pesano, davvero, come un macigno.