Nocerino-Mediagol: “La mia idea sul progetto Mirri-Di Piazza, bastava chiamare e sarei tornato. Mio Palermo come il grande Napoli se…”

Nocerino-Mediagol: “La mia idea sul progetto Mirri-Di Piazza, bastava chiamare e sarei tornato. Mio Palermo come il grande Napoli se…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex centrocampista del Palermo, Antonio Nocerino, alla redazione di Mediagol.it

Antonio Nocerino ed il Palermo. Un legame professionalmente e calcisticamente profondo.

Tre anni intensi, 106 battaglie ed una finale di Tim Cup giocata in quel di Roma contro l’Inter di Leonardo. Un passato rosanero ricco di gioie, vittorie, soddisfazioni, caratterizzato da un rapporto umano fortissimo con la piazza e la tifoseria, nonostante la discussa cessione al Milan nel 2011 per 500 mila euro. In estate, l’ex centrocampista originario di Napoli si era detto disponibile a tornare a vestire la maglia del Palermo in Serie D a seguito del fallimento del club di viale del Fante. Poi, il nulla di fatto e la recente scelta di appendere gli scarpini al chiodo per iniziare ad intraprendere la carriera da allenatore.

Oggi allenatore dell’Under 15 e 17 dell’Orlando City, club nel quale ha militato nella stagione 2016 2017, Nocerino segue ancora le vicissitudini della società siciliana, come ha confermato in esclusiva alla redazione di Mediagol.it.

“Il nuovo progetto targato Mirri-Di Piazza? Lo vedo bello, nel senso che mi piace. Vedo tanta gente che crede nel progetto, vedo tanto entusiasmo: credo che questo sia importante e soprattutto spero di vedere a livello societario nelle stagioni a seguire continuità e credibilità perché è poi questo che fa la differenza. Io in estate vicino a vestire ancora una volta la maglia rosanero? No, perchè se fosse stato così non avrei appeso gli scarpini al chiodo. Ho sempre detto a mia moglie che sarebbe stato bello chiudere la mia carriera a Palermo, per il modo in cui me ne sono andato. Sia chiaro, io non me ne volevo andare. Sono stato venduto a pochissimo e non ho avuto neanche la possibilità di salutare la gente e lo staff, cosa che per me non è stata piacevole. Se la nuova proprietà mi avesse chiamato e formulato una proposta, però, probabilmente, oggi starei giocando con la maglia rosanero. Quest’anno non ho visto partite per intero, però ho seguito i rosa, ho visto qualche highlights. Dei ragazzi di Pergolizzi io conosco solo Sforzini perchè venne a fare un torneo con le giovanili della Juventus. Sagramola? E’ un direttore molto competente, che vive di calcio, è molto capace, io ho un buon ricordo perchè si è sempre comportato bene. Anche lui ha contribuito a costruire questo Palermo, e il Palermo in questo momento lo vedo in buone mani. Io spero sempre di vedere i rosanero tra i professionisti”, sono state le sue parole.

“A quali traguardi poteva ambire in prospettiva quel Palermo sconfitto nella finale di Coppa Italia contro l’Inter? Sono onesto, dopo la partita della finale di Tim Cup di Roma c’era Pastore che aveva molto mercato. Uno pensa che in questi casi la prima cosa che bisogna fare è quella di confermare l’allenatore, nella fattispecie Delio Rossi, e il blocco di calciatori che aveva composto l’intelaiatura di quella squadra nelle brillanti stagioni precedenti. Poi è evidente che se c’è un calciatore di livello particolarmente ambito sul mercato va ceduto e con la relativa plusvalenza si rifinisce l’organico. Quell’anno avevamo anche Ilicic, un signor giocatore, non avevamo bisogno a mio avviso di un altro trequartista; io avrei preso un difensore e un centrocampista e ci saremmo sicuramente divertiti. Purtroppo quell’anno la squadra è stata smantellata, se avessero fatto le cose con un po’ più di testa avremmo fatto come il Napoli e saremo stati ogni anno in Champions League”, ha proseguito Nocerino.

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