Mirri: “Sagramola sta lavorando alla due diligence. Preziosi? Sarebbe un piacere se fosse interessato”. Su York Capital e la prelazione…

“Lo sfogo mi ha dato la spinta a muovermi. Mi sono comprato subito la sua maglia. Ma servono altri investitori”

Parla Dario Mirri.

L’imprenditore palermitano, proprietario della Damir Srl, ha parlato dell’accordo raggiunto col Palermo per riuscire a salvare il club da una penalizzazione in campionato. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Mirri si è soffermato sul diritto di prelazione sulle quote della società di viale del Fante: “Sì ho dato questa disponibilità sotto forma di concessione pubblicitaria e in cambio ho chiesto la possibilità di accedere alle informazioni finanziarie per poter formulare una due diligence necessaria a chiunque voglia comprare il Palermo“.

Alle sue spalle ci sarebbe un gruppo di imprenditori, ma Mirri sottolinea i ruoli dei soggetti che sono stati fin qui accostati a lui: “Sagramola è un nostro amico e ha una grande competenza tecnico-amministrativa in grado di poter rappresentare un quadro chiaro dei debiti del Palermo. Gli ho chiesto di lavorare alla due diligence per rendere trasparente la situazione della società. Preziosi? Sarebbe un piacere se un presidente come lui fosse interessato, ma ora ha interessi più a nord di Palermo. Credo che chiunque si avvicini a questo club debba conoscere i dati e la storia dice che Zamparini non li ha mai voluti fornire, solo quando le azioni sono passate in mano a Foschi e alla De Angeli è stato possibile e la prova è l’operazione che abbiamo concluso. L’elemento nuovo è che i dati sulla situazione debitoria saranno resi noti“.

Interessati al Palermo ci sono anche gli americani di York Capital e la holding italiana Carisma Spa: “Mi auguro che ce ne saranno di più in questi 30 giorni. La realtà è che ora la volontà è di vendere il club. Dobbiamo fare in modo che arrivi il miglior investitore possibile“.

Sul fatto che l’accordo stipulato possa costituire un deterrente per i nuovi acquirenti, Mirri ci tiene a spiegare i dettagli del contratto: “E’ un’opportunità, se a fronte di 236 mila euro ne incassano 700 mila. Non è questo il vero problema, visti i 50 milioni di debiti, anzi è l’unica posta attiva certa. Ma in caso di progressi, abbiamo previsto degli scaglioni che vanno dal 50% al 70% a favore del Palermo, oltre al minimo garantito, soprattutto se si superano i 2,5 milioni di fatturato“.

Infine, l’imprenditore palermitano si è soffermato sulla possibilità che la squadra centri l’obiettivo Serie A: “Se lo spirito è quello di Bellusci, sì. Il suo sfogo mi ha dato la spinta a muovermi. Mi sono comprato subito la sua maglia. Ma servono altri investitori“.

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