Miccoli: “Palermo, il processo e quell’intercettazione che non mi fa dormire. Vorrei incontrare Maria Falcone…”

Miccoli: “Palermo, il processo e quell’intercettazione che non mi fa dormire. Vorrei incontrare Maria Falcone…”

Le parole dell’ex attaccante rosanero, Fabrizio Miccoli, sulla vicenda giudiziaria che ha chiuso nel peggiore dei modi la sua esperienza umana e professionale nel capoluogo siciliano…

Fabrizio Miccoli torna a parlare della sua lunga esperienza in Sicilia.

Non dimentica Palermo lo storico ex capitano del club di viale del Fante, Fabrizio Miccoli, migliore marcatore di tutti i tempi della società rosanero di cui è divenuto anche il goleador assoluto in Serie A con 74 centri. Una carriera, quella del “Romario del Salento”, contraddistinta da picchi di talento cristallino e purissimo, cadenzati da qualche problema fisico e frangenti di discontinuità.Nel capoluogo siciliano Miccoli ha militato dal 2007 al 2013, riuscendo in breve tempo a guadagnare l’affetto e la stima di tutti i tifosi rosanero. Rapporto, quello con la città di Palermo, incrinatosi nel giugno 2013. Periodo in cui il giocatore, ricevette un avviso di garanzia dalla Procura di Palermo per tentata estorsione, concorso in tentata estorsione ed accesso abusivo a sistema informatico. Nello stesso contesto le intercettazioni telefoniche rivelarono, nell’ambito di una conversazione con il figlio del presunto boss mafioso Antonio Lauricella, l’utilizzo di epiteti irriguardosi e pesanti insulti rivolti al giudice, simbolo della lotta alla mafia, Giovanni Falcone: 

A distanza di svariati anni dall’incresciosa vicenda, l’ex attaccante rosanero, è tornato a parlare a proposito del contenuto di quelle intercettazioni, durante una lunga intervista rilasciata ai microfoni di “Sportitalia” nel corso del format di approfondimento”Labirinto”, in onda sul canale 60 del digitale terrestre.

“L’unica cosa che non mi fa dare pace e che va oltre il processo e mi auguro si risolva presto è quella intercettazione dove parlo di Falcone, è quella che non fa dormire. Ho dei figli e non penso una cosa del genere. Era un contesto, l’ho fatta mia visto che viene addebitata. Ho chiesto scusa. Sono 5 anni da quell’intercettazione che cerco di mettermi a disposizione per arrivare alla verità e quello non è il mio pensiero. Io ho cambiato vita, per quella cosa ho smesso di giocare. Ma se ci fosse la possibilità di dimostrare che la cosa che ho detto non la penso affatto sono pronto a dimostrarlo perché mi tormenta”.

Infine, Miccoli, ha espresso la volontà di incontrare la sorella del magistrato Giovanni Falcone: “All’epoca dei fatti ho provato a contattare la signora Maria, ho capito la situazione e ho capito il rifiuto da parte sua. Oggi a distanza di anni vorrei avere la possibilità di incontrarla e mettermi a disposizione per dirle che quella cosa che ho detto non è ciò che penso e spero ci sia la possibilità di dimostrare la verità. Ho chiesto scusa, non cerco alibi. Rapporti con la città di Corleone? Prendo la cittadinanza onoraria di Corleone perché come ogni giovedì mattina e tramite il nostro sponsor di maglia Provincia di Palermo andavamo a parlare nelle scuole elementari. E come capitano, stilavo delle tabelle, e decido di andare a parlare a Corleone. Nella scuola prometto che se nella partita contro la Juventus avessi segnato, avrei dedicato il gol a tutto il Paese. Così poi è stato, perché vincemmo a Torino e in diretta tv dedicai il gol a tutto il Paese di Corleone dicendo che mi aveva accolto benissimo, che si trattava di un Paese in crescita e dedicai la rete ai bambini della scuola elementare. Così è nata tutta la cittadinanza. Mi è stata revocata, all’epoca ci rimasi male, però con quello che è successo, a livello mediatico, è giusta la scelta”.

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