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L'intervista

Maccarone: “Palermo nel cuore, ho un rimpianto. Le idee da tecnico, i tifosi rosa…”

EMPOLI, ITALY - JANUARY 07: Massimo Maccarone of Empoli FC celebrates after scoring a goal during the Serie A match between Empoli FC and US Citta di Palermo at Stadio Carlo Castellani on January 7, 2017 in Empoli, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

L'intervista esclusiva concessa dall'ex attaccante di Milan, Empoli e Palermo, Massimo Maccarone, alla redazione di Mediagol.it

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Massimo Maccarone ha chiuso la sua carriera da calciatore nella Carrarese allenata allora proprio dall'attuale tecnico rosanero Silvio Baldini. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Big Mac ha deciso di intraprendere il percorso da allenatore, forte della sua profonda conoscenza del mondo del calcio, avendo calcato da protagonista campi importanti nel palcoscenico della Serie A e non solo. Particolarmente significativa, seppur non la più prolifica, la sua esperienza in Sicilia con la maglia del Palermo in cui Maccarone non ha goduto di grande continuità di impiego, in virtù dell'alta competitività del reparto offensivo di quella rosa che conquisto anche la finale di Coppa Italia. Il classe 1979 ha illustrato la sua filosofia tattica e gestionale nelle vesti di tecnico, ripercorrendo i trascorsi  in maglia rosanero nel corso di un'interessante intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.

"Com'è Massimo Maccarone da allenatore? La gestione del gruppo penso sia una cosa fondamentale. Secondo me i giocatori devono essere contenti di venire al campo ad allenarsi,  ciò vorrebbe dire che io ho trasmesso la serenità e la voglia di giocare a calcio per divertirsi e migliorarsi, questa è per me la cosa più importante. A livello tattico credo di pensarla come Baldini, Sarri e Giampaolo. Da tutti loro ho imparato tanto ma soprattutto rubato qualcosa, però sosterrò e adotterò sempre le mie idee,  plasmandole in relazione a contingenze ed attitudini dei giocatori a disposizione Il mio calcio è basato su una predisposizione marcatamente propositiva, sul grande possesso palla e continua ricerca della verticalizzazione in fase offensiva. Baldini ha alternato il 4-2-3-1 con il 4-3-3,  provando talvolta anche altri moduli l'anno scorso a Carrara, come è giusto che sia. Bisogna prima vedere le attitudini dei giocatori che hai a disposizione. Ad esempio, se in una formazione mancano due terzini bassi di ruolo, è chiaro che non si giocherà con la linea a quattro dietro. In base alla tipologia di rosa sono sicuro che Baldini saprà scegliere l'assetto ideale ad esaltare le doti dei suoi calciatori.

Palermo mi è sempre rimasta nel cuore. Quando mi chiedono in quali squadre ho militato nel corso della mia carriera, cito sempre la compagine rosanero tra le prime. Sono stato bene lì, ma il mio rammarico è quello di aver giocato poco. In questi anni, prima che arrivasse il Covid-19, sono passato spesso dalla Sicilia perché lì ho lasciato qualche amico. A quel punto mio della carriera, soprattutto dopo diciassette panchine consecutive, sono dovuto andare via per forza. In quel reparto offensivo, nell'annata 2010-2011, i rosanero potevano contare su Fabrizio Miccoli, Abel Hernandez, Mauricio Pinilla, Josip Ilicic, Javer Pastore ed infine il sottoscritto, per cui era una squadra davvero molto forte. Al "Barbera", tornati dal ritiro estivo, una volta eravamo a svolgere una semplice seduta di allenamento e ricordo che siamo stati sommersi dal calore di circa dodicimila persone. Veramente un affetto indimenticabile, da brividi. Spero che il Palermo possa tornare nel calcio che conta perché se lo merita,  qualora dovesse riuscire nella scalata sotto la guida del mister Baldini, vi assicuro che sarei ancora più contento".