Lupo-Mediagol: “Vi spiego il mercato invernale. Deluso da qualcuno? Rispondo così…”

Lupo-Mediagol: “Vi spiego il mercato invernale. Deluso da qualcuno? Rispondo così…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex direttore sportivo rosanero, in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it, concernenti le dinamiche legate alla sessione invernale di calciomercato

Le dinamiche del mercato di gennaio illustrate dall’ex direttore sportivo del Palermo, Fabio Lupo, nel corso dell’intervista esclusiva concessa a Mediagol.it.

“La sessione di gennaio? Avevamo individuato come ruoli da coprire quello dell’attaccante e poi un giocatore che potesse essere una valida alternativa ad Aleesami visto che avevamo perso per infortunio Morganella. Un altro esterno poteva esserci utile, in avanti siamo andati subito su Moreo e poi siamo tornati su Di Carmine che non siamo riusciti a prendere. Sul fronte sinistro si sono fatti diversi nomi come quelli di Rubin, Del Grosso, Fiamozzi, Mazzotta, Di Chiara; poi il recupero di Rajkovic e la crescita di Rolando ci hanno fatto indirizzare verso una non acquisizione per non aumentare la rosa a disposizione di Tedino.

Le tre sconfitte comunque non sono state figlie di un mercato sbagliato, sono state fisiologiche. Un periodo di flessione ci può stare, perché a volte la ruota gira anche in modo contrario, infatti non è che una squadra che è prima in classifica improvvisamente diventa una squadra di brocchi o viceversa. Noi tecnici e addetti ai lavori dobbiamo fare le analisi in modo diverso dai tifosi, pensare che quelle due o tre sconfitte siano state figlie del mercato è un errore. Qualcuno tra le persone più vicine ti ha deluso? No, perché ho imparato in 37 anni di calcio a non aspettarmi né appoggi né gratitudine perché come si suol dire: non fare del bene se non conosci l’ingratitudine. Non mi aspetto mai nulla perché conosco le dinamiche, vivo sereno senza rancori e questo esonero mi ha dato un grande ritorno in termini di stima da tanti tifosi del Palermo e anche tanti attestati di stima da addetti ai lavori. Noi dovremmo essere più vicini alla gente, tante volte ci distacchiamo a volte anche con presunzione e arroganza e non va bene. Feeling con la squadra? Questo è un gruppo di gente sana, è normale che all’interno dello stesso ci possano essere delle divergenze e delle differenze culturali, sociali ed economiche. Questa squadra ha dimostrato nei momenti difficili di riuscire a compattarsi, questo vuole dire che oltre ad essere ottimi calciatori sono persone serie”. 

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