Lucchesi: “Attendo di conoscere la verità, non mi sento responsabile di quanto accaduto al Palermo”

Lucchesi: “Attendo di conoscere la verità, non mi sento responsabile di quanto accaduto al Palermo”

L’ex direttore generale del Palermo ha svelato incredibili retroscena dell’era Tuttolomondo, culminata con il fallimento del club

La verità di Fabrizio Lucchesi.

Sono passati ormai diversi mesi dall’incubo che il Palermo ha passato durante l’epoca Tuttolomondo: la mancata iscrizione al campionato di Serie B, il fallimento e la conseguente retrocessione in Serie D sembrano ormai essere un lontano e oscuro ricordo. In città è ormai ritornato l’entusiasmo grazie al grandissimo lavoro di Dario Mirri, che ha raccolto dalle ceneri il club siciliano e lo ha rilanciato sotto il nome di “SSD Palermo“: la nuova società rosanero, basata sul motto “Radici e Ali“, ha subito ricevuto l’appoggio e l’amore dei tifosi, dominando fin qui il campionato e monopolizzando la vetta del girone I.

Restano però ancora molti dubbi, tanti “non detti” e aspetti oscuri sulla precedente società, che sembra non aver fatto nulla di concreto per evitare l’incubo che ha passato la città dopo la fine del campionato. Tra i principali personaggi di questo romanzo noir vi è Fabrizio Lucchesi, che ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale durante quei mesi al limite del reale, e che è stato inevitabilmente additato come uno dei maggiori responsabili del fallimento del Palermo durante l’era Arkus Network.

Nel corso di una lunga intervista ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, Lucchesi ha svelato alcuni retroscena legati alla vecchia dirigenza: “Cosa è successo al vecchio Palermo? La spiegazione ce la darà la Procura della Repubblica. Mi risulta che i Tuttolomondo abbiano fatto diverse denunce. Sono curioso come tutti di conoscere la verità su questa brutta storia che ha coinvolto tutti e che vede in questo momento tante persone che hanno subito una situazione dolorosa: una nuova squadra in Serie D, i Tuttolomondo che hanno perso soldi, io i e dipendenti che ci abbiamo rimesso il posto di lavoro. Mentre i calciatori si sono ricollocati. Ci hanno rimesso tutti. Me compreso“.

Le incongruenze si sono verificate anche al momento dell’acquisto delle quote del club, passate dagli inglesi capeggiati da Clive Richardson alla Arkus Network dei Tuttolomondo, visto che non era stata fatta nessuna due diligence: “Questo è vero in parte. C’era poco tempo e comunque Tuttolomondo era cosciente e consapevole della posizione debitoria. Il tema su cui la nuova proprietà faceva leva è che essendo debiti provenienti da lontano si sarebbe potuto limare qualcosa. Il Palermo non è saltato per aria per i debiti che non ha certo fatto Tuttolomondo, ma perché non è stata completata l’iscrizione a causa della mancata presentazione della fideiussione le cui cause sono oggetto di indagine della magistratura”.

Lei a Palermo ci tornerà a marzo, in occasione di un convegno organizzato da Conference403 insieme ad AvvocatiCalcio e altre associazioni. Che accoglienza si aspetta?

Lucchesi tornerà a Palermo nel mese di marzo, in occasione di un convegno organizzato da Conference403 insieme ad AvvocatiCalcio e altre associazioni: “Sono onorato e lieto di essere stato invitato in un contesto di alta qualità. A livello professionale ne uscirò arricchito. Sarà anche un’occasione per parlare di quello che è successo ancora a Palermo. Io di questa storia ero un attore come gli altri, ma pur sempre un dipendente. Non posso sentire mia la responsabilità di quello che è successo. Con la squadra iscritta il piano industriale avrebbe funzionato“.

 

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