Dalle pagine de la Repubblica emerge un Filippo Inzaghi concentrato sulle certezze costruite nel finale di 2025 e deciso a ritrovare lo stesso Palermo visto al Barbera contro il Padova. Più che proiettarsi troppo in avanti, l’allenatore rosanero vuole ripartire dallo spirito e dalla compattezza mostrate nelle ultime sei gare, convinto che proprio lì sia nata una nuova consapevolezza all’interno del gruppo.
Rassegna Stampa
La Repubblica: “Rosa a Mantova per i tre punti “Chiudiamo l’andata al meglio”
Inzaghi parla di un’“aria cambiata” attorno alla squadra, di uno zoccolo duro che si è finalmente formato e che può permettere al Palermo di chiudere il girone d’andata nel migliore dei modi. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla sfida di Mantova con fiducia e portare a casa una vittoria che sarebbe la naturale conclusione di un percorso di crescita evidente. Il tecnico sottolinea come, dopo la pausa, abbia ritrovato i giocatori in buone condizioni fisiche e mentali, tutti tornati con l’atteggiamento giusto.
Il tema del mercato resta volutamente sullo sfondo. L’addio di Bardi e Brunori viene salutato con riconoscenza, definendoli due professionisti esemplari, ma Inzaghi ribadisce che le trattative non devono distrarre dalla partita. Il messaggio è chiaro: se arriveranno rinforzi capaci di alzare ulteriormente il livello, bene; altrimenti la squadra è già competitiva e pronta. A Mantova, infatti, il tecnico avrà già diverse scelte a disposizione, segno di una rosa profonda.
Guardare la classifica non è una priorità, anche se i numeri raccontano una grande occasione. La sconfitta del Monza contro l’Entella e le vittorie di Frosinone e Venezia rendono il match del Martelli ancora più pesante: vincere significherebbe tenere il passo della vetta, consolidare il quarto posto e avvicinarsi sensibilmente alle prime tre. Ma Inzaghi insiste: l’errore del passato è stato rincorrere, mentre ora l’attenzione è tutta sulla costruzione di un’identità forte e duratura.
Il tecnico spiega come sei giornate fa abbia cambiato completamente approccio, scegliendo di concentrarsi esclusivamente sulla crescita della squadra. Dopo mesi di lavoro, dice di avere finalmente le idee più chiare su pregi e difetti del gruppo e sulla strada da seguire. L’identità diventa la parola chiave: senza di essa si rischia di inseguire “fantasmi del passato” e di non crescere davvero. Mantova, in questo senso, è vista come un test importante, su un campo complicato, ma da affrontare con la convinzione di essere il Palermo.
Analizzando l’avversario, Inzaghi riconosce che il Mantova ha cambiato qualcosa con il passaggio da Possanzini a Davide Modesto, adottando un gioco più verticale pur mantenendo la stessa anima. Servirà, avverte, il miglior Palermo possibile: approcci morbidi o timidi non sarebbero perdonabili, anche se la squadra ora sembra aver acquisito una nuova maturità.
Sul fronte formazione arrivano buone notizie: tutti recuperati, compreso Pierozzi, che in settimana aveva fatto temere il peggio dopo uno scivolone in allenamento. L’esterno è in ballottaggio con Gyasi, così come Bereszynski, leggermente favorito su Peda nel ruolo di braccetto destro. Davanti a Joronen tornerà Bani con Ceccaroni, mentre a centrocampo agiranno Augello, Ranocchia e Segre. In avanti, Le Douaron e Palumbo supporteranno Pohjanpalo.
Il quadro che restituisce la Repubblica è quello di un Palermo sicuro delle proprie forze, meno ossessionato dai conti e più concentrato su identità e continuità, pronto a giocarsi a Mantova una partita che può dire molto sul presente e sul futuro della stagione.
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