Inchiesta Procura di Caltanissetta, i PM: “Decreto pilotato in cambio di piccoli favori”. Zamparini e Giammarva…

Inchiesta Procura di Caltanissetta, i PM: “Decreto pilotato in cambio di piccoli favori”. Zamparini e Giammarva…

Nuovi dettagli relativi all’Inchiesta della Procura di Caltanissetta sul mancato fallimento del club rosanero

Biglietti per lo stadio, pass per posteggiare di fronte l’ippodromo ed altri piccoli favori di vario genere: questo il quadro generale della situazione che potrebbe adesso costare la carriera a Giuseppe Sidoti, il giudice relatore del procedimento riguardante l’istanza fallimentare che avrebbe potuto portare al crac il Palermo Calcio.

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Emergono, infatti, dei nuovi dettagli relativi al caso che ha aperto la Procura di Caltanissetta in merito all’inchiesta per corruzione nell’istanza fallimentare del club rosanero. Secondo quanto riportato stamane da Il Giornale di Sicilia, gli indagati Maurizio Zamparini e Giovanni Giammarva avrebbero “scambiato” il mancato fallimento, appunto, con alcuni piccoli favori.

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Le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno perquisito proprio ieri lo studio legale di Vincenza e Francesco Palazzolo, scoprendo così la rete di scambi di favori in questione: secondo quanto si legge sulle colonne del noto quotidiano regionale, per lui, il giudice Sidoti avrebbe strappato una promessa a Zamparini di farlo entrare nel pool difensivo. La donna, invece, sarebbe entrata a far parte del comitato etico della società di Viale del Fante, il tutto con mille euro al mese di rimborsi. In più anche i biglietti gratis per le partite interne della scorsa stagione di Serie BPalermo-Cesena e Palermo-Bari, in tribuna autorità. I favori, però, riguardano anche lo stesso giudice Sidoti in persona.

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Difatti, per la partita interna dei rosanero contro il Cesena, il giudice riuscì ad ottenere il pass per posteggiare di fronte l’ippodromo ed il lascia passare per la sala vip dove usualmente si tiene il buffet alla fine del primo tempo. Giuseppe Sidoti, inoltre, avrebbe ottenuto da Giovanni Giammarva anche un ennesimo piccolo favore: far partecipare la classe del figlio alle commemorazioni del 23 maggio. L’ex presidente del club siciliano, infatti, è il genero di Maria Falcone e, grazie al suo aiuto, una classe di prima media avrebbe partecipato al posto di un’altra alla manifestazione organizzata dalla Fondazione Falcone tenutasi all’aula bunker.

Ecco quanto scritto dalla Procura (e riportato sulle colonne de La Repubblica) in merito alla questione: “La vicenda, apparentemente banale, è in realtà estremamente significativa perché rileva in sé e per sé quale utilità di carattere ‘morale’ percepita da Giuseppe Sidoti come remunerazione del ‘servizio’ prestato alla U.S. Città di Palermo, ma anche in quanto è fortemente indicativa dell’atteggiamento di Giammarva nei confronti di Sidoti. Fin dall’inizio il giudice aveva deciso di rigettare l’istanza“.

Secondo quanto emerso dalle intercettazioni, Sidoti avrebbe chiesto il favore direttamente a Giammarva e per l’ex presidente del Palermo non vi sarebbero stati problemi ad accettare la richiesta: “Giammarva dispone e Maria Falcone esegue. Giusto?“. E l’interlocutore risponde: “Esatto, esatto, così funziona“; questo uno stralcio delle conversazioni, che sarebbero avvenute in tono semiserio.

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  1. spargi49 - 12 mesi fa

    Capisco perché la mafia impera indisturbata! Bastano pochi piccoli favori per accomodare una sentenza,ergo di fronte a grandi favori….i siciliani onesti hanno voglia di avere giustizia.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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