Inchiesta Palermo Calcio, ancora sotto accusa Sidoti e Giammarva: acquisiti documenti della Fondazione Falcone, ecco perché

Inchiesta Palermo Calcio, ancora sotto accusa Sidoti e Giammarva: acquisiti documenti della Fondazione Falcone, ecco perché

La Guardia di Finanza ha acquisito stamane alcuni documenti della Fondazione Falcone in merito ai favori elargiti da Giovanni Giammarva nei confronti del giudice Giuseppe Sidoti a fronte dell’inchiesta di fallimento del Palermo Calcio. L’associazione risponde: “Inchiesta che non ci riguarda, nessuna perquisizione”

Nuove indiscrezioni sull’inchiesta che ha coinvolto il giudice Giuseppe Sidoti, indagato nei mesi scorsi per corruzione, abuso d’ufficio e rivelazione di notizie riservate in merito al mancato accoglimento della richiesta di fallimento del Palermo.

Il “no” al fallimento del club di Viale del Fante, secondo quanto decretato a febbraio del Tribunale del Riesame di Caltanissetta, fu regolare, ma gli errori di Giuseppe Sidoti continuano a fare discutere. In particolare, ancora sotto gli occhi dei riflettori è il rapporto tra il giudice e l’allora presidente rosanero Giovanni Giammarva, il quale secondo quanto denunciato dalla Procura avrebbe elargito favori nei confronti dello stesso Sidoti al fine di evitare il peggio ai siciliani. Le regalie in questione consistevano in biglietti per le partite al “Renzo Barbera”, pass per parcheggio e sala Vip, incarichi e non solo. Nelle ultime ore nuovi dettagli sono emersi a tal proposito. Tra i benefici ottenuti dal giudice ce ne sarebbe infatti anche uno in favore del giovane figlio. Il componente del collegio che respinse l’istanza di fallimento infatti avrebbe richiesto a Giovanni Giammarva, genero di Maria Falcone, di ricevere una raccomandazione per far inserire il ragazzo nella lista di coloro che avrebbero presenziato nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci alla manifestazione organizzata dalla Fondazione Falcone presso l’aula bunker del carcere Ucciardone. La Guardia di Finanza, a tal proposito, ha stamane acquisito le documentazioni relative all’evento svoltosi nel 2018 nella sede dell’associazione.

La Fondazione Falcone, pochi istanti fa, ha voluto ribadire la sua posizione in merito alle indagini, evidenziando che i suoi esponenti ogni anno danno modo a quasi tutte le scuole richiedenti di partecipare all’evento in questione e che, dunque, non si tratterebbe di alcun “favore”. Di seguito la nota diramata.

Nessuna perquisizione nella nostra sede, la Finanza ha acquisito documenti nell’ambito di una inchiesta che non ci riguarda. Le Fiamme gialle hanno solo chiesto e acquisito gli elenchi delle scuole che, nel 2018, hanno partecipato alla cerimonia organizzata nell’Aula bunker del carcere Ucciardone per l’anniversario della strage di Capaci. L’attività rientra in una indagine che non riguarda in nessun modo la fondazione. Quanto al merito della vicenda vogliamo sottolineare che, se le condizioni di sicurezza lo consentono, la Fondazione cerca sempre di venire incontro alle richieste di partecipazione alla cerimonia del 23 Maggio provenienti da tutte le scuole siciliane, proprio per dare l’opportunità a tutti i ragazzi che lo desiderino di presenziare alla manifestazione. Nella vicenda su cui indaga la magistratura, inoltre, la richiesta veniva da un magistrato palermitano e non esisteva alcuna ragione, ricorrendone la possibilità logistica, per non darvi seguito. La fondazione Falcone resta a disposizione degli investigatori per ogni ulteriore chiarimento nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti titolari delle indagini”.

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