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di Dennis Rusignuolo
Tra gli assoluti protagonisti della gara contro l'Avellino figura Filippo Ranocchia. Il centrocampista rosanero realizza il gol che chiude la partita al minuto 81, ma la sua prestazione conferma quanto visto durante tutta la stagione: quest'anno è tutto un altro Ranocchia.
Non si parla più soltanto di Ranocchia come regista offensivo, capace di realizzare 8 assist in un campionato (lo scorso), perché il lavoro effettuato da Inzaghi sul centrocampo sta mettendo in mostra tutte le qualità del giocatore umbro, a cominciare dal lavoro in cabina di regia. L'arretramento dalla trequarti alla mediana richiede compiti diversi in termini di smarcamenti e letture, e Ranocchia sembra sempre più a suo agio nel nuovo ruolo cucitogli dall'allenatore rosanero. Sono aumentati notevolmente i dati riguardanti il numero e la precisione dei passaggi, e stanno migliorando i numeri difensivi: i contrasti, i recuperi... persino i falli e i cartellini, a conferma delle insidie legate al riadattamento tattico, che richiede una giusta dose di calcio e calci. Pecca ancora di continuità all'interno della partita, ma quando riesce a partecipare alla manovra, il ritmo di circolazione del pallone è completamente diverso. Inzaghi ha scelto da tempo il suo duo di centrocampo, e la presenza di Segre concede maggiori licenze in regia a Ranocchia, e nella fase difensiva ci pensa il motorino perpetuo di Segre a ripiegare e fornire supporto. Anche in avanti l'apporto numerico è notevolmente aumentato, soprattutto in zona di rifinitura. Alla 33ª giornata è arrivato il quinto sigillo in campionato, un record personale: mai in tutta la sua carriera era arrivato oltre i quattro, e ancora mancano -almeno- quattro partite. E la rete segnata contro l'Avellino va raccontata in tutta la sua bellezza.
A tutto Ranocchia
È necessario contestualizzare l'azione che porta al 2-0, ma basta osservare il modo in cui la progressione di Ranocchia riesce ad aprire la difesa degli irpini. Vero che la squadra di Ballardini è in dieci uomini, altrettanto vero che in quel momento l'Avellino dispone tre attaccanti in campo, e l'unico centrocampista di ruolo è Le Borgne, ma la costruzione è ragionata, ed è Ranocchia che accelera l'azione e va in verticale. Prima va da Pohjanpalo, che intanto si è abbassato, poi si getta nello spazio. La palla del finlandese è ottima, ma il resto lo fa il centrocampista con la dieci sulle spalle. La rete non sarà paragonata alle sue staffilate da fuori area, ma l'estetica del gesto tecnico è merce rara. Con un solo passo riesce a controllare la palla con un piede e calciare con l'altro. È una giocata che fondamentalmente ha radici nel futsal, anche se spesso in campo si vede per velocizzare un passaggio verso il compagno ed eludere la pressione. Raramente si è visto in zona di rifinitura e poca gente può vantare questa dimestichezza con entrambi i piedi. Daffara viene bruciato sul tempo e non può repingere in tuffo, Cancellotti non riesce nemmeno a sbilanciarlo. La rete chiude la partita e mantiene vivo il sogno Serie A.
Mancano poche partite al termine del campionato, e il Palermo sta cercando di rimanere attaccato al treno della Serie A con le unghie e con i denti. A cominciare dallo scontro direttissimo di Frosinone, dove i rosanero sono chiamati a vincere per continuare a sperare. Tante le figure chiamate a fare la differenza, tra cui Ranocchia. Gli elogi di Inzaghi non sono mancati nel corso della stagione, ma in questo momento l'allenatore rosanero sembra non poter rinunciare alla sua presenza in mezzo al campo.
Inzaghi si gode il suo Pippo, e va detto: un Ranocchia così, non si era mai visto.
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