Haas: “Nello spogliatoio mi chiamano professore. Dialetto? I magazzinieri e il gruppo dei palermitani…”

Haas: “Nello spogliatoio mi chiamano professore. Dialetto? I magazzinieri e il gruppo dei palermitani…”

“La mia esperienza nel calcio nasce da piccolo, quando avevo sempre la palla al piede. Ho iniziato col settore giovanile del Sursee, poi sono passato al Lucerna. Ho sempre avuto la passione e l’amore per il calcio”

Palermo Football Tour.

L’esperienza di Nicolas Haas con la maglia del Palermo è iniziata in punta di piedi questa estate, ma col passare del tempo è diventato sempre più una pedina fondamentale per il centrocampo rosanero. Il classe 1996, intervistato dal sito ufficiale del club di viale del Fante, ha raccontato i suoi inizi nel mondo del calcio: “La mia esperienza nel calcio nasce da piccolo, quando avevo sempre la palla al piede. Ho iniziato col settore giovanile del Sursee, poi sono passato al Lucerna. Ho sempre avuto la passione e l’amore per il calcio. A 17 ho avuto un infortunio ed è stata un’esperienza molto brutta per me, ma da lì in poi ho capito che si poteva andare avanti“.

Mezzala e all’occorrenza anche regista davanti la difesa, Haas ha da sempre avuto le idee chiare: “Ho avevo sempre la voglia di avere il pallone tra i piedi ed essere presente in ogni azione, per questo ho scelto il ruolo di centrocampista“. I libri, l’università e lo studio: “Nello spogliatoio mi chiamano professore perché ho detto in un’intervista che sto studiando psicologia però io ho sempre detto che non lo sono ancora, devo ancora laurearmi – ha ammesso Haas -. Mi piace molto studiare“.

Il centrocampista in prestito dall’Atalanta ha poi aggiunto: “Da bambino ero sempre attivo e felice, ridevo sempre. Ho giocato anche a tennis, mi è sempre piaciuto lo sport. A scuola forse parlavo un po’ troppo, ero un bambino sempre felice. Io sono lontano dalla mia ragazza e dalla mia famiglia, ma siamo vicini con la testa: questo è un aspetto fondamentale, è importante sapere che c’è gente che mi sta vicino“. Infine Haas ha concluso parlando del dialetto siciliano: “I magazzinieri ed i ragazzi palermitani lo parlano in dialetto, sono difficili da comprendere. Ho già qualche difficoltà in italiano, ma fortunatamente alcune loro parole le capisco…

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