mediagol palermo Giornale di Sicilia: “Palermo, Ranocchia: «Per la A ci siamo pure noi»”

Rassegna Stampa

Giornale di Sicilia: “Palermo, Ranocchia: «Per la A ci siamo pure noi»”

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«La svolta dopo la sconfitta con la Juve Stabia, dieci risultati utili di fila non arrivano per caso. Il gruppo è super, Inzaghi ci ha fatto capire cos’è la mentalità vincente»
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Sulle colonne del Giornale di Sicilia prende voce il momento migliore della stagione di Ranocchia, che si racconta con lucidità e ambizione, intrecciando il proprio percorso personale con quello di un Palermo in piena corsa promozione. Il simbolo di questa fase positiva è il rigore trasformato a Bari, un episodio che il numero 10 rosanero definisce decisivo per chiudere la partita e guardare subito avanti, verso la sfida con l’Empoli. Giocare in uno stadio imponente e senza il sostegno dei tifosi non è stato semplice, ma ora – sottolinea – c’è grande voglia di ritrovare il Barbera e l’energia della propria gente.

Ranocchia si dice cresciuto soprattutto nella continuità e nella gestione della partita, merito di una diversa organizzazione di squadra e di una mentalità più solida rispetto al passato. Un’evoluzione che passa anche dal ruolo: in città si discute se sia regista, mezzala o trequartista, ma il diretto interessato chiarisce che quella attuale è la sua posizione naturale, la stessa che ha ricoperto per gran parte della carriera. Su questo, il lavoro quotidiano con Inzaghi è centrale.

Il rapporto con l’allenatore viene descritto come basato sulla fiducia, percepita sin dal ritiro estivo e rafforzata giorno dopo giorno. Le parole pubbliche del tecnico fanno piacere, ma soprattutto spingono Ranocchia a dare sempre di più per la squadra. Ed è proprio il collettivo la chiave della striscia positiva di dieci risultati utili consecutivi: un gruppo forte dentro e fuori dal campo, guidato da una mentalità vincente. La vera svolta, secondo il centrocampista, è arrivata dopo la sconfitta con la Juve Stabia, quando la squadra ha capito di dover cambiare passo. Da lì, da Chiavari in poi, è iniziato “un nuovo campionato”.

Alla domanda sulla promozione diretta, Ranocchia non fa calcoli: niente limiti, ma testa bassa e lavoro quotidiano. Dieci risultati utili di fila non arrivano per caso, ribadisce, e il finale di stagione sarà intenso perché nessuno mollerà. Sul piano personale, c’è la voglia di incidere ancora di più, non solo con gol, assist e punizioni, ma anche nella partecipazione complessiva al gioco, in entrambe le fasi.

Interessante anche il racconto delle richieste di Inzaghi: libertà con il pallone, responsabilità nello sviluppo della manovra, presenza costante nel cuore del gioco e attenzione alla fase difensiva. Non a caso, il Palermo vanta la miglior difesa del campionato. Se dovesse spiegare questa squadra a chi non l’ha mai vista, Ranocchia partirebbe dall’atteggiamento: una squadra che non molla mai, poi organizzazione e qualità, ma tutto nasce dalla testa.

Gli obiettivi personali restano legati a quelli del gruppo: le soddisfazioni individuali hanno senso solo se accompagnano i risultati collettivi. Il sogno è condiviso con la tifoseria, ma il presente si chiama Empoli. Nel bilancio della sua esperienza rosanero, Ranocchia parla di una crescita profonda, soprattutto umana, resa possibile anche dai momenti di difficoltà. Palermo è una tappa fondamentale del suo percorso, una piazza a cui dice di essere riconoscente.

Tra i compagni, una menzione speciale va a Pierozzi, indicato come uno dei pilastri della squadra e simbolo di una crescita che è stata soprattutto collettiva. E guardando oltre, nessuna promessa: solo concentrazione sul presente, partita dopo partita, con la consapevolezza che il Palermo c’è. E vuole restare lì, fino alla fine.