La sconfitta del Palermo a Pescara rischia di pesare come un macigno nella corsa alla promozione diretta. Il ko dell’Adriatico interrompe una striscia positiva che durava da 114 giorni e 14 risultati utili consecutivi, riportando i rosanero a fare i conti con una battuta d’arresto che mancava dall’8 novembre, quando caddero sul campo della Juve Stabia.
Rassegna Stampa
Giornale di Sicilia: “Palermo, illusione e patatrac: a Pescara finisce con un flop”
Il tonfo contro il fanalino di coda Pescara assume un valore ancora più amaro perché arrivato in un momento favorevole della giornata. Con il Venezia fermato dal Südtirol e il Frosinone bloccato a Catanzaro, per la squadra di Inzaghi si era presentata l’occasione ideale per accorciare. Invece, in quaranta minuti, si è passati dall’illusione di avvicinare la vetta allo scenario peggiore, scivolando a -6 dalla coppia di testa.
Eppure la partita sembrava essersi messa sui binari giusti con il consueto gol di Pohjanpalo, il diciottesimo stagionale, arrivato a inizio ripresa al termine di un’azione verticale costruita con Johnsen e Segre. Un vantaggio che avrebbe dovuto rappresentare lo slancio decisivo. Invece, come sottolinea il quotidiano, è bastato meno di un tempo per trasformare l’illusione in un “patatrac”.
Protagonista in negativo dell’episodio chiave è stato Joronen, prima impreciso in impostazione e poi incapace di rimediare sulla conclusione di Insigne, che ha firmato il pareggio tornando al gol in Serie B dopo oltre cinquemila giorni. Lo “scugnizzo”, rientrato a Pescara per riportare in alto la squadra che anni fa aveva trascinato in A, è stato descritto come una presenza costante e fastidiosa, capace di mettere in crisi una difesa che nelle precedenti 14 gare non aveva mai offerto una prova così opaca.
Il Palermo ha sofferto l’intensità e il pressing alto dei biancazzurri, con Ranocchia limitato dalla marcatura stretta di Valzania e con Palumbo poco incisivo. Le scelte iniziali di Inzaghi, che aveva inserito Magnani e Johnsen, non hanno prodotto l’effetto sperato, e nemmeno i cambi nella ripresa – Le Douaron, Blin, Gomes e il passaggio al 3-5-2 – sono riusciti a invertire l’inerzia.
Nel finale, quando il Pescara ha intuito la possibilità del colpaccio, è arrivata anche la beffa: il gol di Meazzi, favorito da una deviazione di Ceccaroni, ha sancito il ribaltone definitivo. Una sconfitta che brucia anche per il rendimento esterno: lontano dal Barbera i rosanero hanno costruito gran parte del divario dalla vetta, raccogliendo meno punti delle dirette concorrenti.
Adesso l’attenzione si sposta sulla sfida con il Mantova, che dirà se quello dell’Adriatico è stato solo un incidente di percorso o un segnale più profondo. La sensazione, però, è che una grande occasione sia stata sprecata e che la corsa alla Serie A si sia improvvisamente complicata.
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