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Il Palermo firma una vittoria che sa di passato glorioso e di futuro possibile, una di quelle partite che restano attaccate addosso per il carico emotivo e per come maturano. Contro l’Empoli al Barbera è successo davvero di tutto: pioggia, vento, sofferenza, ribaltoni e alla fine un successo pesantissimo che, almeno per una notte, riporta i rosanero a soli due punti dalla Serie A, in attesa del risultato del Monza.
La squadra di Filippo Inzaghi ha dovuto scalare una montagna russa. Dopo appena cinque minuti, una disattenzione su calcio d’angolo ha spalancato la strada al vantaggio toscano firmato Guarino, gelando lo stadio. Ma il Palermo non si è scomposto: ha faticato, ha cercato soluzioni, e ha trovato il pari quasi dal nulla, grazie a una giocata nata dai trequartisti e trasformata in un autogol di Fulignati, episodio che ha riacceso la partita e il pubblico.
Il sorpasso è arrivato poco dopo, con la zampata del solito Joel Pohjanpalo, sempre più uomo simbolo di questo campionato: un gol che sembrava poter indirizzare definitivamente il match. Invece no, perché l’Empoli di Alessio Dionisi, accolto dai fischi ma capace di dare identità alla sua squadra, non ha mai smesso di crederci. Nella ripresa, dopo un avvio arrembante dei rosa e una traversa che ha fatto tremare lo stadio, i toscani hanno trovato il 2-2 con Ebuhei, appena entrato.
A quel punto la partita è diventata una prova di nervi. Un lungo check al VAR non ha portato al rigore inizialmente invocato, ma poco dopo l’arbitro Tremolada ha indicato il dischetto per un fallo su Bani. Ancora una volta, sul pallone si è presentato Pohjanpalo, glaciale: rigore perfetto, doppietta personale e quota 15 gol stagionali.
Nel finale, quando l’ansia poteva prendere il sopravvento, è salito in cattedra Jesse Joronen. Il portiere finlandese ha blindato il risultato con una parata decisiva su una conclusione violenta di Ignacchiti, un intervento che vale quasi come un gol e che certifica il peso specifico della sua prestazione.
È una vittoria che pesa, perché arriva dopo tanta sofferenza, contro un avversario mai domo, in condizioni meteo proibitive e con la consapevolezza di dover sfruttare il passo falso del Frosinone, battuto dal Venezia. Il Palermo si prende così la sesta vittoria consecutiva in casa e l’undicesimo risultato utile di fila, mostrando quella “tempra da grande squadra” che spesso fa la differenza nei campionati lunghi.
Ora la classifica sorride di più e l’orizzonte si fa meno nebbioso: la Serie A non è più solo un sogno lontano. Martedì all’orizzonte ci sono Brunori e la Sampdoria, ma intanto il Palermo si gode un pomeriggio epico, trascinato dal suo rabdomante del gol e da un gruppo che sembra aver imparato a soffrire senza smettere di credere.
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