Al San Nicola va in scena un Palermo dominante, capace di trasformare una gara potenzialmente complicata in un vero monologo. La chiave della serata è tutta nelle scelte di Filippo Inzaghi, che trova finalmente l’assetto giusto: Le Douaron alle spalle di Palumbo e Segre abbassato stabilmente in mediana. Una mossa semplice ma decisiva, che cambia volto ai rosa rispetto alla prova opaca di Modena.
Rassegna Stampa
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L’atteggiamento dei siciliani è subito diverso: possesso, pressione alta e continuità offensiva. Nel primo tempo la porta di Cerofolini sembra quasi stregata, ma l’assedio è costante e i numeri parlano chiaro. Se al Braglia il Palermo aveva concluso appena tre volte, a Bari arriva a ben 22 tiri complessivi, segno di una produzione offensiva finalmente fluida.
Il vantaggio, firmato proprio da Le Douaron, arriva intorno all’ora di gioco e libera definitivamente la squadra. Il francese, pur non protagonista assoluto fino a quel momento, sfrutta al meglio rapidità e spazi, mentre Palumbo e Segre garantiscono qualità e equilibrio, aiutando anche in fase di ripiegamento. Proprio Segre, ricomponendo la coppia con Ranocchia, dà solidità alla mediana e spegne sul nascere le poche ripartenze del Bari.
Nella ripresa il copione non cambia: il Palermo raddoppia con Pohjanpalo e continua a spingere senza accontentarsi. Il terzo gol nasce dalla panchina, un segnale importante dopo alcune prestazioni poco incisive dei subentrati nelle gare precedenti. L’azione che porta al rigore trasformato da Ranocchia certifica la profondità della rosa e la capacità dei cambi di incidere.
Il successo assume un peso specifico ancora maggiore se inserito nel contesto: sono dieci partite consecutive senza sconfitte, la striscia migliore del Palermo nell’era City Football Group, e soprattutto si interrompe la serie di pareggi esterni. Inzaghi raccoglie i frutti del lavoro settimanale e degli aggiustamenti tattici, dimostrando ancora una volta di saper leggere i momenti della stagione.
Qualche nota aperta resta, come l’assenza forzata di Palumbo nella prossima gara per squalifica e le valutazioni di mercato sulla trequarti, ma il messaggio lanciato dal San Nicola è forte e chiaro. Con questo spirito, questa pazienza e questa concretezza, per il Palermo sognare in grande diventa decisamente più legittimo.
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