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Il Giornale di Sicilia accende i riflettori su Palumbo, diventato uno degli uomini chiave del Palermo. Il quotidiano descrive un giocatore capace di unire “mente e fantasia” a corsa e quantità, sottolineando come il suo contributo non si limiti alla giocata elegante ma comprenda anche un lavoro oscuro e continuo al servizio della squadra.
Arrivato in estate grazie all’operazione condotta dal ds Osti e sostenuta con convinzione da Inzaghi, il numero 5 rosanero è stato individuato fin da subito come il profilo ideale per alzare il livello tecnico della zona nevralgica del campo. Il tecnico, evidenzia il giornale, non ha mai nascosto la soddisfazione per il suo impatto, definendolo sempre più determinante nello sviluppo della manovra.
Nell’ultima gara contro il Südtirol, Palumbo ha offerto l’esempio più recente della sua doppia natura: meno “mago” e più operaio, con novanta minuti fatti di attenzione difensiva e ripiegamenti da mediano aggiunto, senza rinunciare a qualche intuizione delle sue. Un’interpretazione che fotografa perfettamente la sua evoluzione tattica.
Sul piano offensivo, pur non essendo un trequartista puro, sta incidendo con continuità. Il bottino dei gol è ancora limitato – una sola rete, realizzata di testa nel largo successo contro la Carrarese – ma sono soprattutto gli assist a raccontare la sua stagione: nove passaggi decisivi, a un passo dal suo record personale stabilito con il Modena. Numeri che, sottolinea il quotidiano, acquistano valore per la qualità delle giocate: filtranti improvvisi, traversoni calibrati e intuizioni capaci di mandare in porta i compagni.
Tra i principali beneficiari delle sue invenzioni c’è Pohjanpalo, che ha già trasformato in gol quattro suggerimenti del fantasista rosanero. Anche Le Douaron ha capitalizzato due assist, mentre Ceccaroni, Ranocchia e Pierozzi sono andati a segno grazie ai suoi passaggi chiave. Dati che certificano il suo peso crescente nello scacchiere del Palermo.
Il Giornale di Sicilia evidenzia infine come la vera forza di Palumbo sia l’equilibrio che garantisce alla squadra: in fase di non possesso arretra per aiutare i centrocampisti, in attacco si trasforma in rifinitore negli ultimi trenta metri. Una doppia interpretazione che lo rende una pedina preziosa e che, nel lungo cammino del campionato, può fare la differenza.
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