Dal Giornale di Sicilia emerge un ritratto chiaro e senza sconti del momento vissuto da Emmanuel Gyasi al Palermo, tra aspettative, difficoltà e una seconda parte di stagione tutta da costruire.
Rassegna Stampa
Giornale di Sicilia: “Il Palermo aspetta il vero Gyasi”
L’articolo sottolinea come l’esperienza in rosanero del numero 11 sia partita in salita, soprattutto a causa di un infortunio “più complicato del previsto” che ne ha rallentato l’inserimento. Ora però, con lo sguardo rivolto al 2026, Gyasi spera di poter diventare un fattore decisivo nella corsa alla promozione della squadra allenata da Filippo Inzaghi.
Dal punto di vista tattico, viene evidenziato come l’ex Empoli rappresenti uno dei pochi veri jolly della rosa: può giocare esterno a tutta fascia, trequartista e persino braccetto difensivo, come accaduto nel finale concitato di Avellino. Le sue qualità principali, viste nelle prime presenze in campionato, sono il grande spirito di sacrificio e la duttilità, con una capacità di “rincorrere gli avversari dal 1’ al 90’” che lo rende prezioso soprattutto in fase di non possesso.
Il limite, però, è chiaro: in una squadra ambiziosa come il Palermo il lavoro sporco non basta. Servono giocate decisive, i cosiddetti “bonus”, e una maggiore incisività offensiva. Aspetti che finora non si sono visti, nonostante in passato Gyasi abbia dimostrato di poter incidere, come nella stagione 2019/20 allo Spezia, chiusa con 9 gol e una rete pesantissima nella finale playoff di Frosinone. In rosanero, invece, il suo contributo si è fatto sentire quasi esclusivamente in fase difensiva, con numeri offensivi molto contenuti e cross spesso imprecisi.
Il quotidiano ricorda anche come, durante la sua assenza, il Palermo abbia trovato maggiore solidità difensiva e soprattutto quella continuità realizzativa che prima mancava. Il rientro contro Avellino e Padova è stato favorito dalle numerose assenze, ma per tornare stabilmente tra i titolari Gyasi dovrà dimostrare di aver recuperato la migliore condizione e di saper andare oltre prestazioni “tutte cuore e sacrificio”.
A complicare il suo percorso c’è anche l’ottimo rendimento dei diretti concorrenti: Pierozzi è una certezza sulla fascia destra, mentre Palumbo sta ritrovando ispirazione sulla trequarti. Difficile quindi immaginare Gyasi titolare a Mantova, una piazza comunque simbolica per lui, visto che lì segnò il primo gol da professionista nel 2015.
Infine, l’articolo tocca il tema della sua “palermitanità”, che può trasformarsi in una pressione aggiuntiva. Il paragone con Di Mariano viene ridimensionato: storie diverse, tempi diversi e soprattutto percorsi differenti. Gyasi è appena arrivato, ma il suo curriculum parla chiaro – 178 presenze in Serie A “non si fanno per caso”. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se saprà essere protagonista anche in una squadra cadetta che punta a tornare tra le grandi del calcio italiano.
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