Il Giornale di Sicilia dedica spazio alla crescita di Filippo Ranocchia, oggi punto di riferimento del centrocampo del Palermo, sottolineando come il suo percorso non sia stato lineare dopo le prime aspettative della carriera. Il quotidiano ricorda che il suo gol su punizione a San Siro il 22 ottobre 2022 aveva dato l’impressione di essere l’inizio di un percorso importante ai massimi livelli, ma successivamente qualcosa non è andato come previsto e il giocatore ha dovuto ripartire da categorie inferiori per rilanciarsi.
Rassegna Stampa
Giornale di Sicilia: “Flop a Monza e top a Palermo Ranocchia, fai vedere chi sei”
Adesso però la situazione è diversa: Ranocchia è diventato il regista del Palermo, un giocatore capace di guidare la squadra con personalità e visione di gioco. Nella sfida contro il Monza, che lo aveva fatto esordire in Serie A ma senza poi puntare davvero su di lui, il numero 10 rosanero sarà l’unico ex in campo. L’allenatore Filippo Inzaghi dovrebbe affidargli ancora una volta le chiavi del centrocampo, con la speranza di rivedere quelle giocate decisive che negli ultimi mesi hanno spesso illuminato la manovra offensiva.
Il giornale sottolinea come la crescita del centrocampista sia evidente e frutto di un lavoro costante. Non riguarda soltanto l’organizzazione del gioco o la leadership in campo, ma anche la produzione offensiva. Con quattro reti in campionato ha già eguagliato il suo record personale stabilito nella stagione 2023/24, quando però agiva più avanzato sulla trequarti.
Il passaggio al Monza, arrivato in prestito dalla Juventus dopo una buona stagione al Vicenza, non aveva dato i risultati sperati: appena 16 presenze tra Serie A e Coppa Italia e un solo momento davvero memorabile, proprio il gol segnato al Milan. Nonostante il tiro potente e preciso lasciasse intravedere qualità importanti, le difficoltà tattiche — soprattutto nella fase di copertura e nella continuità durante le partite — avevano convinto il club brianzolo a non riscattarlo.
Dopo una breve esperienza poco produttiva con l’Empoli e senza essere mai realmente centrale nei piani della Juventus, se non per la Next Gen, il centrocampista ha scelto di ripartire dal Palermo e dalla Serie B. In Sicilia, evidenzia il quotidiano, ogni allenatore ha mostrato maggiore fiducia nei suoi confronti rispetto alle precedenti esperienze, utilizzandolo in diverse posizioni del centrocampo — trequartista, mezzala e regista — e continuando a puntare su di lui anche dopo prestazioni meno brillanti.
Nella stagione 2024/25 aveva chiuso con un solo gol ma ben otto assist, mentre in quella attuale è arrivato già a quattro reti. Anche se ha finora soltanto un assist — per Ceccaroni contro il Südtirol — si sta comunque distinguendo per la capacità di accendere il reparto offensivo con le sue giocate.
Un aspetto che sembra essere cambiato riguarda la sicurezza nelle scelte: nelle stagioni passate Ranocchia tendeva spesso a esitare prima di tentare una giocata, che fosse un tiro, un cross o un lancio lungo. Oggi invece appare più deciso e completo, qualità che hanno reso il Palermo una squadra capace di sfruttare il suo tiro da fuori — come dimostrato nelle gare contro Entella e Mantova — e la sua maggiore lucidità nella gestione del pallone, oltre a una partecipazione più efficace nella fase difensiva, che in passato rappresentava il suo principale limite.
La partita contro il Monza potrebbe avere per lui anche un significato simbolico: vincere in Brianza rappresenterebbe una piccola rivincita personale. Ma la soddisfazione più grande, conclude il giornale, sarebbe conquistare la Serie A con il Palermo e riuscire a mantenerla, obiettivo che nelle precedenti esperienze con Monza ed Empoli non era riuscito a raggiungere.
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