Le parole e considerazioni del Presidente della società rosanero, Giovanni Giammarva, che racconta i primi mesi della sua esperienza al vertice del club di Viale del Fante...

Giovanni Giammarva si racconta.

Il presidente del Palermo ha rivelato alcuni retroscena e impressioni personali per ciò che concerne la sua avventura nel mondo del calcio, partendo dall'inaspettata notorietà che gli ha fornito il ruolo di vertice all'interno del club rosanero: "Mi giro e vedo bambini, che chiedono autografi, tifosi che hanno voglia di conoscermi. È la festa dell'orgoglio rosanero. Ho scoperto il significato dell’appartenenza ad una città che si aggrappa al gol come metafora per sopravvivere. La città è pronta per una squadra forte e tutto cambierà, in meglio, con il salto in Serie A".

Giovanni Giammarva presidente palermo

Durante una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, Giammarva ripercorre anche il suo incontro con il patron Maurizio Zamparini: "Quando mi chiese di fare il presidente risposi di no perché non gradivo stare sotto la luce dei riflettori. Fino al momento in cui cambiai idea. Zamparini è persona generosa, un po' vulcanica ma gradevole. Si costruisce con l’amore e non con il rancore: la società può produrre altri Fiordilino, Accardi e La Gumina, esportare un modello palermitano. Mortificare questo aspetto sarebbe un peccato. Zamparini ha dato molto".

Il Presidente Giovanni Giammarva si è poi definito rapito dall'atmosfera che ruota attorno al mondo rosanero: "Ho frequentato lo stadio alla ricerca di un coinvolgimento. Aspettavo una scintilla. Cosa mi ha colpito? I pranzi offerti ai vip nell'intervallo delle partite! Veri capolavori. Scherzo, ovviamente. Può esserci vita senza ironia? Diffido delle persone che non ridono. Mi hanno emozionato i virtuosismi di Coronado. Vedendo certe giocate ho provato una sensazione di gioia. Le mie figlie vanno allo stadio con sciarpe e colori rosanero. Io mi astengo per pudore ma ne avrei voglia".

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