La Gazzetta dello Sport racconta la caduta del Palermo all’Adriatico come la giornata della rinascita di Insigne, definito nuovamente “Il Magnifico” nella sua prima da titolare con la fascia al braccio. È l’“Insigne-day” che rilancia il Pescara e interrompe la serie positiva della squadra di Inzaghi, fermata dopo quattordici risultati utili consecutivi.
Rassegna Stampa
Gazzetta dello Sport: “Pohjanpalo è troppo poco, Insigne gol: festa Pescara”
Il quotidiano sottolinea come l’emergenza non abbia frenato la formazione abruzzese, anzi. L’inserimento dal primo minuto di Insigne ha acceso la trequarti, portando qualità e fantasia e innescando Russo e Di Nardo. Il Palermo, schierato con il consueto 3-4-2-1 e guidato dal suo bomber Pohjanpalo, ha provato a rispondere colpendo in transizione, ma si è trovato davanti un Saio decisivo in più occasioni.
Nel primo tempo la gara è stata descritta come un continuo ribaltamento di fronte, quasi un “flipper impazzito”, con occasioni da una parte e dall’altra. Insigne ha subito lasciato il segno con una punizione che ha costretto Joronen a un intervento prodigioso, mentre sul fronte opposto Acampora ha salvato sulla linea dopo un’uscita a vuoto del portiere biancazzurro.
La ripresa si è aperta con il copione che sembrava già scritto: al 2’ Pohjanpalo ha firmato il suo diciottesimo gol stagionale, approfittando dell’azione costruita da Johnsen e Segre. Un episodio che pareva indirizzare la sfida, ma che invece ha acceso la reazione del Pescara. L’errore in impostazione di Joronen ha spalancato la strada al pareggio: Di Nardo ha fatto da sponda e Insigne, con freddezza, ha firmato l’1-1.
Da lì in avanti, evidenzia la rosea, la partita è cambiata. Il pareggio ha dato coraggio ai padroni di casa, trascinati da un Insigne ispirato. Joronen è stato chiamato agli straordinari su Faraoni e ancora su Di Nardo, mentre il Palermo ha avuto la grande occasione per riportarsi avanti ma Pohjanpalo, in modo sorprendente, ha mancato il tap-in dopo una carambola sulla traversa.
Il destino, però, aveva scelto un altro protagonista. A tre minuti dalla fine Meazzi, subentrato proprio a Insigne, ha raccolto palla al limite e calciato: una deviazione ha spiazzato Joronen per il definitivo 2-1. Per il Pescara una vittoria “carica di ossigeno” nella corsa salvezza; per Inzaghi e il suo Palermo, invece, l’immagine di una squadra apparsa improvvisamente fragile e vulnerabile nel momento più delicato della stagione.
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