Foschi: “Orgoglioso di Palermo, c’erano problemi irrisolvibili. Facile? Se ne fregava…”

Il presidente rosanero Rino Foschi fa il punto sulle turbolente vicende che hanno coinvolto il Palermo negli ultimi tempi

Parola a Rino Foschi.

Il presidente del Palermo, intervenuto ai microfoni di TGS, ha fatto il punto sulla situazione in cui si trova il club di Viale del Fante e sugli ultimi accadimenti: “Essere presidente del Palermo sicuramente è una grande responsabilità, la città mi vuole bene e qui ho fatto bene. Il calcio è una materia un po’ particolare. Io sono stato abbastanza fortunato in questa città, c’è questa stima che può essere anche esagerata ma io me la tengo stretta. E sono orgoglioso di questa cosa qua. Voi sapete benissimo come sono andate le cose. Voi sapete benissimo com’è iniziato il mio terzo mandato a Palermo questa estate, c’erano mille difficoltà. Sicuramente Zamparini ha sbagliato, è terminato un ciclo ed io sono venuto a Palermo per dargli una mano. Io dovevo fare un mercato importante. Abbiamo fatto un buon mercato ma più di così non si poteva fare. Ho formato un gruppo abbastanza buono, è andata bene così. Siamo partiti, abbiamo avuto dei buoni risultati ma strada facendo c’erano dei problemi da risolvere. Problemi quasi irrisolvibili. Per risolverli andava ceduta la società nel modo giusto. Lui ha provato a cedere in questi anni, ma questa volta non si poteva scherzare con certe regole. Quindi Zamparini ha ceduto secondo lui al migliore acquirente, perché lui non poteva più far parte del Palermo Calcio. E chi ha preso la società si doveva sorbire tutti i debiti. Si è fidato, ha dato la società a questi personaggi. Noi eravamo messi bene, eravamo primi in classifica e le cose andavano abbastanza bene. Poi i signori, che non hanno mai partecipato a nessuna scadenza, cercavano gente che potesse comprare delle quote ma non hanno trovato nessuno. Ed il tempo stringeva. Poi ho visto che l’ex amministratore delegato ha parlato anche oggi, mi viene da ridere. Se ne è fregato. Sono andato in Lega a farmi dare un anticipo perché avevamo un punto di penalizzazione, poi alla fine mancavano pochi giorni alla scadenza del pagamento degli stipendi. A quel punto ho dovuto fare un’azione un po’ di prepotenza e gli abbiamo levato le quote, le azioni per giusta causa. Io mi sono preso questa responsabilità, sono rimaste le quote del Palermo alla De Angeli. Zamparini non c’entra più niente. Ci siamo addossati una patata bollente, ora bisogna collocare il Palermo nel modo giusto e ho trovato un gruppo che mi è stato vicino per poter creare questa nuova società che possa fare bene in futuro. In corsa siamo stati avvicinati dalla famiglia Mirri che si è messa a disposizione con il suo lavoro, mi hanno dato una mano pagando gli stipendi e sapete la storia”.

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