Facile: “Vi svelo chi potrebbe rilanciare il Palermo. Mirri? Operazione negativa, ecco perchè…”

Torna a parlare l’ex amministratore delegato del club rosanero, Emanuele Facile: “Cessione Palermo? Adesso sarà il tempo a parlare”

Parola ad Emanuele Facile.

Dopo il passaggio del 100% delle quote a Daniela De Angeli e la nomina a Presidente di Rino Foschi, che supportati dall’aiuto finanziario di Dario Mirri – direttore generale della Damir -, sono riusciti a salvare il Palermo da una penalizzazione di ben 4 punti, l’ex amministratore delegato del club rosanero nella breve parentesi inglese della Sport Capital Group, intervenuto ai microfoni di Lavocedinewyork.com, è tornato a parlare della condizione della società di Viale del Fante.

“Foschi è sicuramente competente dal lato tecnico, ma su come si debba gestire una moderna società di calcio é all’antica. Mirri? È un’operazione negativa nell’ottica di un investitore terzo perché depaupera la società. Sono stati venduti diritti pubblicitari a un prezzo molto basso”.

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“Controlli della Lega? Bisogna verificare in anticipo la dotazione patrimoniale – ha continuato -. In questo senso la Federazione Calcio ha una normativa che interpreta in maniera flessibile. Adesso c’è stato un passaggio di proprietà alla dottoressa Daniela De Angeli, che ha trenta giorni per dimostrare di avere i mezzi per far fronte agli impegni della società. Sarebbe forse il caso che uno lo provasse prima dell’operazione”.

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Tra i tanti temi trattati, Facile, si è soffermato anche sul possibile l’investitore del Palermo Calcio, delineando un vero e proprio identikit : “La soluzione migliore è veramente un individuo non italiano che possa intervenire senza farsi condizionare troppo dagli aspetti locali e con un po’ di passione, perché se oggi l’investimento fosse meramente finanziario sarebbe rischioso. Investitore prossimo a prendere le redini della società? Non posso saperlo con certezza, penso che possa essere Commisso o qualcuno con l’identikit o le caratteristiche di Commisso. Adesso sarà davvero il tempo a parlare”.

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