Emerson Palmieri si racconta: “Tornare in Italia? Rispondo così. Dopo le nove partite a Palermo…”

Emerson Palmieri si racconta: “Tornare in Italia? Rispondo così. Dopo le nove partite a Palermo…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’esterno di proprietà del Chelsea, che piace a Juventus e Inter: “In Italia mi sono trovato benissimo, anche con la cultura”

“Non pensavo di arrivare fin qui dopo quelle nove partite a Palermo”.

Parola di Emerson Palmieri. Diversi sono stati i temi trattati dal talentuoso esterno classe 1994 di proprietà del Chelsea che, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha ripercorso la sua carriera. In Italia, l’ex Santos ha vestito le maglie di Palermo e Roma. Nell’estate del 2015, il trasferimento proprio nella Capitale dopo il mancato riscatto da parte del club siciliano. “Nella mia testa sarei tornato in Brasile perché avevo un contratto col Santos. Non avrei mai immaginato di arrivare a questo livello. I primi 5-6 mesi alla Roma non sono stati facili, ma Spalletti e Sabatini hanno fatto un gran lavoro su di me e le cose poi sono andate benissimo. Devo soltanto ringraziare l’allenatore, quando avevo bisogno di una mano mi ha sempre protetto, al di là del suo ruolo e del normale rapporto con un giocatore. È stato come un papà per me, mi ha dato tutto il supporto di cui avevo bisogno. Avere tutta questa fiducia è importante. In giallorosso ho vissuto tanti bei momenti, il più bello è stato il primo derby che abbiamo vinto 2-0: nessuno credeva in me e feci una partita straordinaria, quando tornai a casa ero felicissimo”, sono state le sue parole.

ALLENATORI – “Per Sarri non ho parole, abbiamo fatto un anno meraviglioso: nessuno ci credeva, ma siamo arrivati terzi in Premier e abbiamo vinto l’Europa League, direi che è andato decisamente tutto bene. Con Spalletti c’è stato un rapporto di amicizia, si sta bene e si parla della vita, della famiglia. Con Sarri c’era poco rapporto fuori dal campo, ma è una bellissima persona, con un cuore gigantesco. Sono entrambi molto intelligenti, si somigliano. Sarri si sofferma più sulla tattica, per lavorare sulle sue idee, mentre Spalletti lascia un po’ più spazio al divertimento negli allenamenti. Maurizio è senz’altro l’allenatore che si arrabbia di più tra quelli che ho conosciuto. Lampard? È molto intelligente, è giovane e sa comunicare con i giocatori, è stato un idolo qui al Chelsea; crescerà molto, per adesso mi sono trovato molto bene, anche lui è di cuore. Tutti i tifosi sono innamorati di lui. Ogni giorno cerco di ascoltarlo, è stato un giocatore fantastico, mai visto un centrocampista capace di fare 400 gol. Prima lo vedevo solo nei videogiochi, lavorare con lui è una sensazione bellissima”.

ITALIA E NON SOLO – “Mi sono trovato benissimo, anche con la cultura, ed è uno dei motivi per cui ho scelto la Nazionale Italiana. Può succedere che io torni, ma al momento sono molto felice in Inghilterra col Chelsea, ho anche un contratto e sono molto tranquillo. Un giorno potrei tornare anche in Brasile, nella mia testa vorrei rimanere in Europa per tutta la carriera, ma ci penserò. Il Santos è la squadra del mio cuore, sarebbe difficile se tornassi lì non andare in quel club. Gli Europei? Abbiamo fatto benissimo nelle qualificazioni, fra un anno saremo ancora più forti e uniti per provare a vincere l’Europeo. Il più divertente è Izzo, fa ridere tutti. Con Mancini c’è una grande atmosfera, quando andiamo a Coverciano il ritiro trascorre molto velocemente. Sa toglierti pressioni e farti lavorare bene. Idoli? Da bambino guardavo quelli che facevano gol, per questo il mio preferito è Ronaldo il Fenomeno”, ha concluso l’ex calciatore rosanero.

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