Corsino-Mediagol: “Palermo in crisi? Ecco i motivi. Pergolizzi, Boscaglia e quel rimpianto…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex centrocampista del Palermo alla redazione di Mediagol.it

Gianmarco Corsino e il legame mai reciso con il Palermo.

Dopo il periodo di prova durante il ritiro pre-campionato a Petralia Sottana, il club di viale del Fante ha deciso di non tesserare il centrocampista classe 1991. Una scelta determinata dalle liste bloccate in Serie C, con la dirigenza rosanero che si è vista costretta a sacrificare il calciatore originario di Palermo per lasciare liberi altri importanti slot al fine di completare al meglio l’organico da mettere a disposizione del tecnico Roberto Boscaglia.

Reduce da una stagione tutt’altro che fortunata, caratterizzata da un grave infortunio (lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro) che lo ha costretto ai box per gran parte dello scorso campionato, Corsino era stato scelto dal Palermo targato Hera Hora per tentare la grande scalata verso i piani alti del mondo del calcio, dieci anni dopo lo scudetto vinto con la Primavera.

Intervistato in esclusiva dalla redazione di Mediagol.it, l’ex numero 7 rosanero ha detto la sua sul momento della compagine siciliana, tracciando inoltre un ritratto accurato di qualità e caratteristiche di Rosario Pergolizzi e Roberto Boscaglia.

“Le potenzialità di questa squadra? Come ben sappiamo è stato un ritiro un po’ atipico, non è stato semplice ripartire dopo un lungo stop e ripartire, soprattutto, con pochi giocatori a disposizione. Giornalmente dovevamo adattarci perché il numero dei calciatori non era al completo. Ciò nonostante, mi è rimasto davvero qualcosa di importante, partendo dallo zoccolo duro dei miei compagni dell’anno scorso che anche quest’anno dimostrano il loro valore, sia come giocatori ma, soprattutto, come persone. Anche la professionalità del direttore sportivo Renzo Castagnini che è sempre presente, disponibile su tutto, con tutti. La presenza dello staff, per come si è presentato. Sono tutte persone molto professionali. E’ stato un ritiro molto duro ed intenso. Anche per questo non sarà semplice avere le gambe sciolte fin da subito. Bisogna scaricare un po’ il carico che si ha addosso. Quindi ad oggi è normale che si stia fisicamente così. Il lavoro in ritiro era durissimo e triplicato perché si rientrava da uno stop molto lungo. Riadattarsi nuovamente al lavoro intenso, con il caldo, con tutte le situazioni del caso non è stato semplice. Le liste bloccate ed il fatto di non aver potuto disputare amichevoli è stato alla base di tutto. Noi purtroppo non siamo riusciti a disputare nemmeno un’amichevole per cercare di abituare la gamba ad un certo ritmo, ad un certo movimento. Se si corre soltanto, senza la palla, poi è dura. I ritmi con il pallone, i contro movimenti sono importanti. Il fattore amichevoli sta alla base del fattore fisico. Quando si riprenderà il ritmo, la squadra uscirà a testa alta perché conosco bene le caratteristiche di ogni singolo giocatore e so bene la forza di questa squadra”, sono state le sue parole.

PERGOLIZZI – “Pergolizzi diverso da Boscaglia? Come sappiamo ogni allenatore ha il suo credo calcistico. C’è chi è più difensivista, chi più offensivo. Chi cura più la fase tattica piuttosto che la fase fisica. Dunque, ognuno ha le proprie caratteristiche, che riporterà alla squadra per poi cercare di vincere la domenica. L’aver vissuto la vittoria dello Scudetto Primavera con mister Pergolizzi ed averlo ritrovato dopo 10 anni, lottando per entrare nuovamente nella storia è stato qualcosa di impensabile e sinceramente bellissimo. Il mister in campo è riuscito a raggiungere l’obiettivo. Probabilmente non è stato ben voluto dalla gente perché lui è un tipo duro, uno che cerca magari di portare il suo credo calcistico, senza lasciarsi mai influenzare da niente e nessuno. Quindi, giustamente, dopo aver raggiunto l’obiettivo, si aspettava un’altra chance, come se l’aspettavano tutti”.

BOSCAGLIA – “E’ un allenatore molto preparato, lo dimostra in campo perché ha le idee chiare. Dimostra a tutti quello che vuole, cerca di far riportare le sue idee in campo lavorando ogni giorno, cercando di fare migliorare, anche nei piccoli dettagli, tutti i singoli giocatori, anche i giovani. Mi è piaciuto per come trattava i giovani. Non ci sono gerarchie per lui, sotto questo punto di vista. Per questo cerca di mettere tutti sullo stesso piano, per cercare di alzare l’asticella e cercare di mettere in condizione tutti di giocare dando il massimo. I dettagli tattici di Boscaglia? Di difficile nel calcio non c’è nulla. Nel calcio bisogna abituarsi alle idee nuove anche in un momento difficile. Il mister ha le idee chiare e lo ha dimostrato. Però, giustamente, dopo questo stop, dopo che rimangono pochi giocatori dell’anno precedente, dopo che arrivano nuovi giocatori, devi conoscerli, capirne pregi e difetti per esaltarne le caratteristiche. Devi avere del tempo per fare bene”.

L’ADDIO – “Desideravo continuare ad indossare questa maglia più di ogni altra cosa. Anche perché l’anno scorso ho vissuto un sogno, però dall’infermeria per via dell’infortunio al ginocchio. L’unico mio rammarico è stato quello di non aver potuto dare il mio contributo, anche minimo, ai miei compagni e alla società. Mi fa rabbia. Sono partito in ritiro con la consapevolezza che non sarebbe stato facile. Però stavo bene, anche grazie allo staff, ai dottori che non sono preparatori ‘normali’, ma sono persone straordinarie. Quando ho visto il blocco delle liste ho capito che non sarebbe stato semplice perché, anche stando bene, non ero in forma come gli altri per via dell’infortunio e del lungo stop. E’ andata così. Tuttavia, è come se fossi sempre dentro e questa è una cosa che mi lega sempre a tutti”, ha proseguito Corsino.

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