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Il Corriere dello Sport incornicia Palermo–Empoli dentro un racconto che va oltre i novanta minuti e parla di allenatori “nati per vincere”, di mentalità e di momenti che segnano un campionato. La scena principale è divisa tra lo Stirpe, dove il Venezia di Giovanni Stroppa piazza il colpo pesante a Frosinone, e il Barbera, teatro di un’altra prova di forza firmata Filippo Inzaghi.
A Frosinone, il quotidiano sottolinea come il Venezia abbia saputo colpire nel momento giusto, pur soffrendo a lungo contro una squadra che per qualità e intensità avrebbe meritato almeno il pareggio. La deviazione sfortunata di Cittadini apre la strada ai lagunari, che issano simbolicamente “la bandiera del leone” verso la Serie A, mentre Massimiliano Alvini mastica amaro per l’occasione fallita nel finale da Ghedjemis, errore che pesa come un macigno. È il classico romanzo della Serie B, dove nulla è scontato e ogni dettaglio può cambiare la classifica.
Lo sguardo si sposta poi su Palermo, dove Inzaghi conferma la fama di tecnico vorace e competitivo. Contro l’Empoli dell’ex Alessio Dionisi, accolto dai fischi del Barbera, i rosanero dimostrano di avere più vite. Il gol subito all’alba del match non spegne, anzi moltiplica, le motivazioni di Pohjanpalo e compagni. La doppietta del centravanti finlandese, che sale a quota 15 reti, è fondamentale ma non basta da sola a spiegare il successo.
Il Corriere dello Sport individua il vero snodo della partita nel cambio di passo della ripresa, una delle firme più evidenti del lavoro di Inzaghi. L’ingresso di Magnani ridà solidità, quello di Johnsen accende qualità e personalità: dal suo tacco nasce l’azione del sorpasso, rifinita da Augello e trasformata ancora da Pohjanpalo. L’Empoli, però, non molla mai e trova il 2-2 con Ebuehi, costringendo il Palermo a rimettere insieme rabbia e lucidità.
Nel finale emerge un’immagine simbolica: “con Inzaghi anche i portieri sanno segnare”. Non letteralmente, ma quasi. Perché il gol più importante lo firma Joronen, negando a Ignacchiti il 3-3 con una parata prodigiosa nel recupero. Prima c’è il rigore decisivo, conquistato in mischia e trasformato con freddezza glaciale dal solito Pohjanpalo.
Il risultato consegna ai rosanero l’undicesimo risultato utile consecutivo, la sesta vittoria interna di fila e soprattutto la prima rimonta dell’era Inzaghi, utile per mettersi alle spalle del Frosinone e guardare con ambizione alla zona promozione diretta, in attesa del Monza. Una partita per cuori forti, scrive il quotidiano, che conferma una sensazione sempre più netta: questo Palermo non si limita a vincere, vuole imporsi. E in Serie B, spesso, è proprio questa la differenza.
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