Cessione Palermo, Ponte-Mediagol: “Svelo la mia offerta a Zamparini, ecco perché ha rifiutato. Gli inglesi…”

Cessione Palermo, Ponte-Mediagol: “Svelo la mia offerta a Zamparini, ecco perché ha rifiutato. Gli inglesi…”

Le dichiarazioni di Antonio Ponte, proprietario del fondo Raifin, in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it: il finanziere ricostruisce i vari passaggi della trattativa da lui condotta per conto di un gruppo di investitori interessati all’acquisizione delle quote del Palermo Calcio…

Antonio Ponte racconta le fasi dell’articolata trattativa che l’ha visto protagonista in qualità di figura di riferimento per conto di un gruppo di investitori interessari a rilevare le quote del Palermo Calcio.

Dopo l’ex patron Maurizio Zamparini, che nelle scorse ore, attraverso i suoi legali, ha preparato una memoria al fine di fare chiarezza su quanto avvenuto nei mesi scorsi, anche il finanziere italo-svizzero ha ripercorso i momenti in questione, soffermandosi, in particolare, sul periodo in cui egli stesso, per conto del suo gruppo, è stato vicino all’acquisizione della società rosanero.

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Il proprietario del fondo Raifin, intervistato in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it, ha ribadito di aver messo sul piatto quest’estate un’offerta concreta per acquisire le quote del club di Viale del Fante, che tuttavia non ha convinto l’allora patron friulano.
Quando Zamparini mi ha comunicato la sua fretta di cedere il club ben prima del giugno 2019, come inizialmente concordato, mi sono fatto portavoce di una proposta concreta: il mio gruppo, composto da tre soggetti svizzeri di comprovato spessore e livello nell’ambito dell’alta finanza, mise sul piatto venticinque milioni di euro a condizione che Zamparini partecipasse con l’immissione di ulteriori quindici milioni per ripianare totalmente l’esposizione debitoria del club e mettere i conti a posto. Tra il credito vantato dal Palermo nei confronti di Alyssa derivante dalla vendita di Mepal, detentrice dei diritti del marchio del club, ed il saldo restante inerente ad altri debiti, il passivo si aggirava attorno ai quaranta milioni. Zamparini rifiutò l’offerta in quanto riteneva di aver già fatto tanto in termini di dispendio di risorse economiche per il Palermo e cercava qualcuno a cui cedere le quote societarie ad un prezzo simbolico, purché si accollasse l’intero ammontare del debito. Di conseguenza si è fatto convincere da Facile e Belli, partiti con il ruolo di advisor in questa operazione, a fidarsi del progetto della nuova proprietà inglese nella convinzione che in virtù delle loro paventate relazioni internazionali potessero facilmente accogliere numerosi investitori pronti ad immettere liquidità“.

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