Cessione Palermo, futuro rebus: incontro tra Mirri, Foschi e Preziosi. Le possibili soluzioni e il jolly rosanero

Oggi scade il diritto di opzione di acquisto per l’imprenditore palermitano, entro il 18 occorre pagare gli stipendi: il tempo stringe

Strada in salita.

Il futuro del Palermo è un rebus. Quest’oggi scadrà il diritto di opzione per l’acquisto delle quote del club da parte dell’imprenditore palermitano Dario Mirri. Il suo intervento, avvenuto lo scorso mese con la stipula di un accordo commerciale, ha permesso alla società rosanero di evitare una penalizzazione in classifica. Un problema che adesso è nuovamente d’attualità, il 18 marzo infatti bisognerà pagare gli stipendi per scongiurare un eventuale -4 in classifica.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Mirri sarebbe da due giorni a Milano per provare a chiudere con una cordata d’imprenditori italiani, alle cui spalle ci sarebbe Enrico Preziosi: “Il patron del Genoa, inizialmente interessato all’acquisto del Palermo, ha dovuto fare marcia indietro perché non è riuscito a chiudere l’operazione per la cessione del club ligure che sembrava in stato avanzato – si legge sul quotidiano -. Questo ha scompaginato i piani del proprietario della Damir che aveva come principale interlocutore l’imprenditore dei giocattoli“.

Nel capoluogo lombardo si incontreranno Foschi, Mirri e Preziosi, i quali stanno cercando in tutti i modi di trovare una soluzione per il bene del Palermo. Le speranze da questo punto di vista non sono molte, anche in virtù del poco ottimismo che è trapelato nella giornata di ieri. Se il tutto dovesse saltare difficile che Mirri si faccia carico del secondo pagamento degli stipendi sfruttando l’accordo dello scorso 17 febbraio che prevedeva ulteriori quattro anni di concessione pubblicitaria immettendo altri 2,3 milioni di euro nelle casse rosanero.

Le alternative non sono molte, ma Foschi e la De Angeli, detentori delle azioni del Palermo, hanno lavorato anche a questo per evitare di restare con un pugno di mosche in mano qualora fosse saltata la trattativa portata avanti da Mirri. “Difficile che possa trattarsi della York Capital che resta sempre in una posizione defilata in attesa di capire l’evoluzione degli eventi. A meno che, una volta scaduta l’opzione di Mirri, non possa registrarsi un’accelerazione tale da fare concludere tutto nel giro di pochi giorni“.

A far stare sereno il gruppo e l’ambiente è però la tranquillità ostentata da Rino Foschi. L’attuale presidente rosanero sembra possa avere un asso nella manica, un jolly, da poter giocare nel momento più opportuno per far sì che vengano regolarmente pagati gli stipendi dei calciatori…

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