Cessione Palermo, Damir chiede tempo ma il club rosa dice no: sponsor e grana stipendi, Preziosi e York Capital…

Cessione Palermo, Damir chiede tempo ma il club rosa dice no: sponsor e grana stipendi, Preziosi e York Capital…

Un dettagliato approfondimento, pubblicato dall’edizione on-line de “Il Sole24ore”, sull’attuale situazione societaria in casa rosanero. La prelazione di Dario Mirri scadrà il 15 marzo, Foschi vaglia le alternative…

Il 13 marzo è vicino e le sorti del Palermo non sono ancora state svelate.

La Damir dovrà comunicare entro la suddetta data se eserciterà o meno il diritto di prelazione per quanto concerne l’acquisizione del club, in caso contrario il binomio composto da Rino Foschi e da Daniela De Angeli potrà e dovrà tentare nuove strade. La cordata riferibile a  Dario Mirri, come riporta l’edizione on-line de “Ilsole24ore“, avrebbe chiesto di posticipare i termini di scadenza per completare con più serenità la due-diligence, imbattendosi in una risposta negativa da parte dei  vertici del club di Viale del Fante. L’incubo penalizzazione, dunque, non è ancora del tutto scongiurato e di conseguenza se entro il 18 di marzo il club rosa  non adempirà al pagamento di stipendi ed annessi oneri, il Palermo rischierà nuovamente di ritrovarsi con -4 in classifica che significherebbe uscire dalla zona promozione diretta. Ecco uno stralcio dell’articolo.

“...il Palermo rischia il deferimento Covisoc e il -4 in classifica. In uno scenario dove chi oggi risulta come proprietario (Daniela De Angeli, dirigente amministrativa del club e “fedelissima” di Zamparini) ha tutta la fretta di vendere, chi ha invece l’opzione d’acquisto avrebbe chiesto di postergare i termini della clausola perché in attesa di completare la documentazione per la due diligence. La risposta del Palermo? Un secco no.

Il prossimo 13 marzo potrebbe divenire una data fondamentale per il futuro del Palermo che soltanto allora potrà capire come si svolgerà la parte finale di stagione e soprattutto con quale proprietario. Il progetto del crowfunding, idea lanciata da Dario Mirri per coinvolgere tifosi più o meno abbienti in un’opera di sostegno economico del club, è naufragata sull’altare dell’incompatibilità con le normative federali e del veto firmato Rino Foschi. L’imprenditore palermitano ha esercitato il suo diritto di vendita degli spazi pubblicitari come da contratto stipulato qualche settimana fa. Questo quanto riportato oggi dall’edizione on-line de “Ilsole24ore”. “Tra questi, anche lo sponsor di maglia: per le gare con Carpi e Cosenza, il logo di Unieuro campeggerà sulle divise rosanero, mentre non è andato a buon fine l’accordo con Super Conveniente-Gruppo Arena per la sfida di sabato 2 marzo con il Lecce. Una patch del gruppo avrebbe dovuto comparire aulla maglia degli uomini di Stellone nel match contro i salentini ma la comunicazione relativa all’applicazione della stessa è giunta troppo in ritardo rispetto alle tempistiche della Lega B. Entro il 13 marzo, dunque, si capirà se il club attualmente in corsa per la promozione in Serie A potrà avere un futuro. Le strade, dopo quella data, saranno tre:

1) la prima porta al passaggio delle quote in mano a Mirri e al gruppo con Preziosi alle spalle;

2) la seconda porta al nulla di fatto con Foschi che a quel punto avrà 3 giorni di tempo per trovare un acquirente prima della scadenza federale;

3) la terza è l’ennesima soluzione temporanea per far fronte al pagamento degli stipendi ed evitare la penalizzazione.

In teoria, il Palermo potrebbe farlo ancora con l’aiuto di Damir, perché nel contratto commerciale è prevista una clausola tramite la quale immettere altri 2,3 milioni nelle casse societarie. Un’opzione che può richiedere Foschi, ma che spetta a Mirri accettare o meno. Quei soldi, però, basterebbero soltanto per schivare il -4 in classifica. Ai 115 fornitori in attesa di pagamenti – e ai procuratori sul piede di guerra – è stato chiesto di attendere poiché a breve è prevista la cessione del club. Il tempo, evidentemente, stringe anche per loro”.

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  1. Alberto-Londra - 6 mesi fa

    Ma per quale ragione Mirri non può fare una campagna di crowdfunding per conto proprio? In teoria con 600,000 abitanti, se tutti mettessero 50Euro, sarebbero 30 milioni. Se la mettessero come tassa comunale per sostenere la squadra, ogni anno si avrebbe budget per acquistare calciatori e fare campionati di livello.

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