Cavese-Palermo 0-1: Rauti vola sopra i rimpianti! La banda Boscaglia lotta, spreca e vince all’ultima curva

Successo in extremis firmato Rauti per il Palermo di Boscaglia contro la Cavese

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Successo si misura. Giunto in extremis, nel cuore del recupero. Facendo la partita, rischiando qualcosa, sprecando tanto.

Il Palermo fa il suo contro il fanalino di coda del girone C della Lega Pro. La trasferta campana porta in dote tre punti ed alcune interessanti novità.

Il blitz esterno contro la compagine guidata da Campilongo non deve certamente esaltare più del dovuto. La panacea del risultato addolcisce sensibilmente il volto di una prestazione specchio fedele di vizi e virtù di questa squadra. Senza l’acuto aereo in pieno extra time firmato Nicola Rauti, avremmo mestamente riposto questa sfida in un angolo dello scrigno delle occasioni maldestramente mancate. Fotografando l’ennesimo pari all’insegna del “Vorrei ma non posso” di una formazione volenterosa e propositiva, ma cronicamente incapace di concretizzare l’evidente superiorità trasversale al cospetto di un avversario modesto sotto il profilo tecnico. La torsione perfetta del gioiello scuola Torino, su sapiente parabola calibrata dal destro di Palazzi, ha decisamente mutato sapore e colore di un match che il Palermo ha vinto comunque con merito. La sorte, celata nell’incedere beffardo delle lancette del cronometro, ha restituito qualcosa agli uomini di Boscaglia, che hanno finalmente liberato il sorriso dopo aver mangiato polvere e masticato rimpianti.

Al cospetto di prestazioni, scompensi ed evidenze, Boscaglia ha per l’occasione ha congelato il suo 4-2-3-1 coniando un assetto probabilmente più congruo alle caratteristiche della rosa attualmente a sua disposizione.

Palermo schierato con il 4-3-3 con Malaury Martin che torna protagonista nel ruolo di playmaker in zona nevralgica del campo, protetto da dinamismo e fisicità di Odjer e Luperini intermedi eclettici nella circostanza. Valente e Kanoute gli aculei di un tridente che ha in Lucca il suo terminale boa. Lancini affianca Somma al centro della difesa, Accardi e Crivello esterni bassi completano la retroguardia.

La formazione rosanero ha preso d’inerzia in mano le redini del gioco. Martin ha scontato probabilmente la disabitudine al ritmo partita, faticando oltremodo in virtù anche del suo proverbiale passo cadenzato. Tuttavia, il francese ha provato a conferire maggiore fosforo e verticalità in sede di impostazione della manovra. Con alterni risultati. Alcune intuizioni ricercate ed interessanti in costruzione a fare il paio con qualche palla persa ingenuamente in mediana. Un cartellino giallo per un’entrata in ritardo che ha condizionato il resto della sua frazione. Il gioco degli ospiti si dipana, come spesso accade, principalmente in ampiezza. Valente è elettrico ed esplosivo sul binario mancino, Kanoute prova  a spingere sul fronte opposto in combutta con Odjer e Accardi. Lancini e Pelagotti rischiano di combinarla grossa con la complicità subdola di una pozzanghera.

Valente è bravo a girare di testa in tuffo alle spalle di Russo. Urlo di gioia strozzato in gola ai rosanero dalla posizione di off side rilevata da arbitro e assistenti di linea. Poco dopo è Pelagotti a salire in cattedra, intervento decisivo sul colpo di testa di Germinale. Cinque minuti effervescenti con botta e risposta istantanei tra le due contendenti. Valente ara la sua corsia e trova la deviazione di Lucca: Russo bravo in presa bassa.

L’ex Carrarese, innescato da una buona sponda di Lucca, spacca la densità campana in percussione e viene steso all’interno dei sedici metri. Lucca mastica il destro, tradito forse dalla tensione, calciando a lato il rigore del possibile vantaggio.

Al ritorno in campo è piaciuta la reazione degli uomini di Boscaglia alla circostanza avversa. Il tecnico gelese ha varato la staffetta dei playmaker: fuori Martin, ammonito e ragionevolmente in riserva, dentro Andrea Palazzi. Veemente la prima parte di frazione degli ospiti: occasionissime con Valente su cross di Odjer e Lucca su assist a rimorchio di Luperini. Alzando sensibilmente ritmo e baricentro, il Palermo ha costretto la Cavese sulla difensiva.

Squadra ospite propositiva ed in costante proiezione offensiva. Capace al contempo di mantenere giuste distanze tra le linee e ricompattare la densità in fase di non possesso con abnegazione e spirito di sacrificio. Ancora Lucca prova a capitalizzare l’assist di Odjer ma trova il muro campano.

Boscaglia gioca la carta Rauti per Valente, cercando linfa vitale nell’atletismo e nella qualità del talento di proprietà granata. Poco dopo tocca a Silipo e Saraniti completare la rivoluzione nel tridente, rilevando Kanoute e Lucca.

Il Palermo spinge forte, la Cavese arranca e prova a spezzettare il più possibile il gioco, arginando l’inerzia degli avversari.

Boscaglia gioca il jolly Santana per Odjer, varando un Palermo super offensivo in un’inedita declinazione del 4-2-3-1. Silipo inventa per Rauti ma la sua volée si spegne centralmente tra le braccia di Russo. Sarà proprio il numero 23 rosanero a volare più in alto dei rimpianti, prendendo tempo e spazio ai diretti marcatori sulla pennellata di Palazzi: frustata aerea con torsione annessa imparabile per l’estremo difensore di Campilongo.

Rabbia, gioia e tensione si fondono in un abbraccio liberatorio tra i calciatori di Boscaglia. Le indicazioni tattiche fornite da questa sfida sono probabilmente importanti tanto quanto la conquista dei tre punti. Segnali e messaggi piuttosto nitidi. Dal campo e dalla panchina. Nozioni di cui far tesoro sia in sede di lettura e preparazione delle prossime gare di campionato, sia in ottica calciomercato. 

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