Bucaro-Mediagol: “Ecco come affronteremo il Palermo, Boscaglia top anche in B. Un futuro in rosanero? Rispondo così”

L’intervista esclusiva concessa da Giovanni Bucaro, tecnico del Bisceglie prossimo avversario del Palermo, alla redazione di Mediagol.it

Giovanni Bucaro si proietta verso la sfida di campionato tra il suo Bisceglie ed il Palermo.

L’attuale tecnico del club pugliese affronterà i rosanero domenica 18 ottobre, match impegnativo per i padroni di casa che arriva dopo la vittoria per 3-1 ottenuta in casa del Foggia nel derby disputatosi in settimana. L’allenatore palermitano classe ’70, nel corso dell’intervista rilasciata in esclusiva alla redazione di Mediagol.it, ha analizzato nel dettaglio caratteristiche e spessore di alcune individualità in seno all’organico allestito dalla dirigenza di Viale del Fante, soffermandosi inoltre su livello tecnico e grado di competitività dell’attuale torneo di Serie C.

“L’obiettivo del Bisceglie è quello di centrare la salvezza, giochiamo con il minutaggio e quindi schieriamo almeno quattro under in campo e abbiamo tanti giocatori all’esordio in categoria. Gente che ha fatto la Serie D e l’Eccellenza che si ritrova a giocare in un campionato tutto nuovo, nelle prime uscite abbiamo offerto buone prestazioni e cerchiamo sempre di giocarcela perché non possiamo fare altrimenti. Con le nostre armi (spregiudicatezza ed entusiasmo) cercheremo di dare il massimo, mi sarebbe piaciuto giocare contro il Palermo senza il turno infrasettimanale alle spalle che al momento ci toglie tante energie. Non voglio piangere, ma per noi non è facile giocare così spesso visto che abbiamo costruito la squadra all’ultimo istante per le note contingenze. Questa è una cosa che mi preoccupa molto, soprattutto sotto l’aspetto fisico. Boscaglia? Ci conosciamo da tempo con Roberto, ha fatto una carriera importantissima ed è riuscito ad arrivare in Serie B con pieno merito, disputando in cadetteria stagioni ad alti livelli dopo una gavetta formativa molto intensa. Ha fatto la scelta di Palermo nonostante le opzioni in B non gli mancassero di certo, perché parliamo di una piazza che fino a qualche anno fa disputava la Serie A e ha sempre il suo fascino, ma non avrebbe avuto problemi ad allenare in con profitto in categoria superiore. Onore a lui per la scelta compiuta di scendere di categoria, è arrivato a Palermo che, al di là del campionato di pertinenza, è una piazza che non si può rifiutare. Almici, Somma e Rauti? Sono tutti nomi importanti, Almici ad esempio è uno che ha 300 partite in B e non ha mai fatto la Serie C. Questo la dice lunga sulla caratura dei calciatori rosanero. Il Palermo è un gradino sotto il Bari che ha una base già importante, ma il livello è davvero alto. Considero il Palermo una sorta di cantiere aperto di qualità, gradualmente uscirà fuori il suo reale valore. Giocatori che poche squadre possono permettersi e sicuramente l’obiettivo sarà quello di vincere il campionato. Serie C di vent’anni fa diversa da questa sotto il profilo della qualità tecnica? È normale che il campionato di Serie C di una decina di anni fa era un’altra cosa, la qualità dei giocatori era superiore a quella di adesso. Parliamo di un’altra C, adesso è un po’ diversa: dalle liste bloccate al minutaggio. Prima c’erano dei giocatori forti e di un altro livello, è bello giocare anche questa nonostante sia un tantino più arida sul piano dei contenuti tecnici di quella di qualche anno addietro. Un campionato comunque avvincente con tante piazze protagoniste. Futuro in rosanero? Al di là dal fatto che sono palermitano, Palermo nel calcio è sempre una realtà che ha un fascino particolare per tutti. A me farebbe molto piacere perché oltre le potenzialità della piazza, sono un palermitano e quindi un traguardo professionale del genere per il sottoscritto avrebbe un valore doppio”.

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