Brignoli: “Ecco cosa serve per fare il portiere del Palermo. Io incosciente, ma grazie a Sicignano e Pomini…”

Brignoli: “Ecco cosa serve per fare il portiere del Palermo. Io incosciente, ma grazie a Sicignano e Pomini…”

Il numero 1 dei rosanero non si accontenta, quanto fatto fin qui non gli basta ed è pronto ad alzare sempre più l’asticella per conquistare la Serie A con la maglia dei siciliani

Una stagione da protagonista tra i pali rosanero.

Alberto Brignoli si gode il momento di forma, il Palermo ha scommesso su di lui in estate e l’estremo difensore classe ’91 sta ripagando le attese. Bisogna alzare l’asticella, il numero 1 rosa non si accontenta e vuole migliorarsi sempre più. A chi gli ricorda lo storico gol siglato la scorsa stagione in Benevento-Milan lui ribadisce che si tratta ormai di acqua passata, il futuro si chiama Palermo e la testa è rivolta all’obiettivo stagionale dei rosa, la promozione. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex Juventus ha detto la sua sul complicato ruolo di estremo difensore in casa Palermo: “Un po’ d’incoscienza per fare il portiere ci vuole, il resto è frutto del lavoro, io l’ho come caratteristica di giocare alto, con il Carpi l’avevamo preparata in
quel modo, Stellone mi aveva chiesto di uscire ancora più alto. La prima uscita su Mustacchio, in cui l’ho portato largo, secondo me è stata importante, sapevo di essere in ritardo, poi è stato bravo Bellusci a liberare in area, la seconda è stata più difficile perché era una palla un po’ sporca. Mia stagione migliore? In B feci bene sia a Terni, da giovane, che Perugia. Questo è un anno particolare, perché non sono più un ragazzino. Fare il portiere a Palermo è più complicato. Serve un portiere che pur intervenendo poco, faccia la differenza. Se si vince, a fine anno, sarà la stagione migliore. Di sicuro mi sto ritrovando e questo è merito di Sicignano, Pomini e Alastra“.

Nonostante un buon rendimento, con una media di 0,9 gol subiti a partita e la porta tenuta inviolata per 6 match, Brignoli non è del tutto soddisfatto di quanto fatto fin qui in maglia rosanero: “Non basta se vuoi vincere un campionato, abbiamo preso gol stupidi anche vincendo e non va bene, vedi col Carpi. Contro Lecce, Foggia, Perugia e Carpi sono stato chiamato più volte in causa, dove invece ho alzato l’asticella sono con Venezia, Foggia in casa e Carpi perché quando sei impegnato poco, quando lo fai devi rispondere al meglio“.

Leggi il resto dell’intervista:
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