La poesia scritta dal noto frate cappuccino, tifoso rosanero, dopo la sconfitta: "Siamo desolati, dal Brescia umiliati".
VIDEO Palermo, verso il Brescia: squadra arrivata in hotel. Le immagini
Quattro a due. E' questo il risultato finale maturato sabato pomeriggio fra le mura dello Stadio "Mario Rigamonti". Una settimana nera per la formazione di Eugenio Corini che, dopo la sconfitta rimediata martedì sera al "Renzo Barbera" contro la Ternana, ha perso anche contro la squadra di Rolando Maran, lasciando probabilmente in quel di Brescia ogni residua possibilità di competere per la promozione diretta. Una gara decisa dalle reti siglate da Gennaro Borrelli e Fabrizio Paghera; per i rosanero in gol Matteo Brunori dal dischetto e Federico Di Francesco. Una sfida condizionata anche dall'espulsione di Ivan Marconi.
Dopo il match valevole per la ventottesima giornata del campionato cadetto, Fra' Domenico Spatola ha scritto una poesia densa di significato. Di seguito, i versi scritti dal noto frate cappuccino tifoso:
"Brescia - Palermo: 4-2
Ma dov'era il gioco? Per Marconi durò anche poco. Fu ad arte o casualesua espulsione per noi fatale? Dei Bresciani fu vittoriasu un Palermo da cicoria.Dieci i goal in tre partite sono offesa, perché colabrodo è la difesa. La nostra che a tuttidona i punti dei suoi lutti. Generoso e altruistail Palermo con la vista sempre più corta, sbaglia porta. Siamo desolatidal Brescia umiliati: quattro gol ci hanno inflitto, il tifoso è il più sconfitto.Tra alti e bassi, sono sempre più sconquassidel Palermo che va giù, e Corini non lo tira su. Stiamo alquanto a commentare:"ma st'allenatore sa allenare?" La sconfitta inaudita, lascia attonita e allibitauna tifoseria rassegnata, che oggi è ancor più desolata.
Di Domenico Spatola".
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