Biffi-Mediagol: “Boscaglia top, ma non va in campo. Bari super, ma ha punto debole”

L’intervista esclusiva concessa da Roberto Biffi, ex capitano del Palermo, alla redazione di Mediagol.it

Ben undici anni con la maglia rosanero cucita sulla pelle.

Ex capitano ed idolo della tifoseria, centrale difensivo imponente, dalla straripante fisicità ma capace di affinare negli anni anche la sua tecnica individuale fino a diventare abile nella prima costruzione della manovra ed acquisire una lodevole visione di gioco. Roberto Biffi è il calciatore che vanta più presenze nella storia del Palermo. Legato fortemente alla piazza, dopo la radiazione dai quadri professionistici della vecchia proprietà, si era paventata a più riprese l’ipotesi di un suo insediamento nei quadri tecnico-dirigenziali del nuovo Palermo del binomio Mirri-Di Piazza. Prospettiva che poi non si è di fatto concretizzata, ma che non gli impedisce di continuare a seguire con interesse il cammino dei rosanero.

Intervistato in esclusiva dalla redazione di Mediagol.it, Biffi ha detto la sua sul livello dell’attuale Serie C e sulla scelta da parte della società di viale del Fante di affidare la guida tecnica della prima squadra a Roberto Boscaglia.

Boscaglia è un grande allenatore, io sono qui a Sanremo e l’anno scorso eravamo praticamente vicini di casa essendo lui sulla panchina della Virtus Entella. Un mio ex allievo che giocava a Chiavari nella scorsa stagione me ne ha molto parlato bene, è il profilo perfetto per il Palermo; è normale che l’allenatore purtroppo è sempre e comunque il primo responsabile, sebbene vadano in campo i calciatori. Le partite si vincono e si perdono per cinque centimetri, o fai gol o la sfera, o prendi un palo o una traversa, o la sfera si perde di un’inezia sul fondo. Ero un giocatore normalissimo come gli altri, la mia maglia era sempre sudata quando uscivo e credo che questo facesse piacere ai tifosi rosanero. Il Palermo in questo momento ha bisogno di fiducia e sorte per ingranare a giusta marcia, nonostante il campionato sia appena cominciato e quindi c’è chiaramente tutto il tempo per recuperare. Sono convinto che da ora in avanti il Palermo, non appena troverà affiatamento, automatismi e le giuste misure tra i reparti, vedrà venir fuori tutte le qualità della propria rosa”, sono state le sue parole.

BARI E NON SOLO – “Bari e Palermo favorite per la vittoria nel girone C? Il pronostico dice che i pugliesi sono più avvantaggiati rispetto alle altre, il club barese ha impronta e risorse targate di De Laurentiis ma non dimentichiamoci che non ci sono solo queste due squadre nel campionato ma diversi altri club blasonati che vorranno dire la loro. Ci sono squadre che qualche qualità anche nel recente passato l’hanno già mostrata, la Ternana nella scorsa stagione si è persa alla fine. Il Bari ha una corazzata guidata dal mio ex compagno Gaetano Auteri, lo conosco perché l’ho seguito in tutti questi anni da allenatore anche quando vinse a Nocera. Le sue squadre dal punto di vista difensivo lasciano sempre qualcosa e lo si è visto anche domenica quando era avanti di tre reti e ha rischiato di farsi riprendere nel finale. Ha questa debolezza, ma il Bari è una squadra forte. In questi campionato nessuno ti regala nulla, quando le squadre affrontano piazze come Palermo o Bari si trasforma magari nella cosiddetta giornata storica, la classica partita dell’anno per il tuo avversario. Giocano la partita della vita e per questo il Palermo dovrà arginare le motivazioni delle contendenti con tutte le proprie forze. Io amo il Palermo e non lo nascondo, nessuno mi toglierà mai questo pensiero dalla testa, anche se non dovessi più tornare in questa società. Io amerò questi colori sempre fino alla morte, sono davvero contento che i tifosi mi ricordino così sia nel bene che nel male; non ho sempre fatto cose buone. Se potessi rigiocherei la gara dei playoff contro il Savoia, dal punto di vista comportamentale non sono stato esemplare e me ne rammarico, perché è stata l’ultima gara con la maglia del Palermo. Quando ti rendi conto di aver sbagliato è da veri uomini riuscire a riconoscerlo”, ha proseguito.

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