Bellusci: “Non tollero i fischi, non mi interessa prendere lo stipendio. Che futuro c’è?”

Lo sfogo del difensore del Palermo al termine della gara contro il Foggia

Lo sfogo di Giuseppe Bellusci.

In occasione dell’ultimo match della ventiduesima giornata di Serie B il Palermo ha ospitato il Foggia tra le mura di un Renzo Barbera quasi deserto, alla ricerca di una vittoria fondamentale per riconquistare il primo posto in classifica: nonostante la buona prestazione, i rosanero non sono riusciti a trovare il gol del vantaggio, fallendo così un’occasione importantissima per sorpassare il Brescia capolista.

Al termine della gara gli uomini di Roberto Stellone sono stati fischiati dai pochi tifosi presenti, che non hanno gradito il pareggio e hanno dunque manifestato il loro dissenso. Un gesto che non è stato certamente apprezzato dal difensore classe ’89, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in zona mista: “Non si può fischiare una squadra in questo momento. Ci potete fischiare a Cremona, dove abbiamo steccato la partita mentalmente, tatticamente e tecnicamente o per i 60 minuti di Salerno, ma oggi non lo tollero. E’ una squadra che ha dato tutto, che ha avuto i crampi, avremo fatto 40 km a giocatore: questo significa cuore e amor proprio, voglia di vincere nonostante non ci sia una garanzia. Bisogna aspettare il 15 per gli stipendi, la gente dice che finché prendiamo gli stipendi possiamo stare tranquilli ma non è così. Il futuro e la prospettiva quali sono? Non mi interessa prendere lo stipendio il 15. Che futuro c’è? Di chi siamo?“.

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