Bari-Palermo, Fontana: “Che dolore vederle in C, ma c’è una differenza. La nuova proprietà rosanero…”

Le dichiarazioni rilasciate da Alberto Fontana, ex portiere di Bari e Palermo

“Bari mi ha fatto diventare grande, Palermo è stata la conclusione di un meraviglioso percorso. Che dolore vederle in C, ma questo momento passerà”.

Parola di Alberto Fontana. Diversi sono stati i temi trattati dal portiere di Bari e Palermo, che ha terminato la sua carriera in Sicilia e indossato la maglia rosanero dal 2006 al 2009: dalla sua esperienza nelle due piazze, alle prestazioni offerte fin qui dagli uomini di Giacomo Filippi e dalla compagine pugliese.

“La storia sarebbe anche potuta continuare, perché Antonio Conte mi voleva nel Bari appena promosso in A, proprio nel 2009. Non trovammo un’intesa e decisi di smettere. Ma restano due esperienze meravigliose. In Puglia fu la prima avventura davvero lontano da casa e mi resi conto di essere arrivato in una piazza stupenda, ma anche in un club che voleva essere in alto: il rimpianto è la retrocessione del 1996, quanti episodi controversi ci capitarono! Vorrei tanto rivivere quel torneo con la Var. A Palermo, invece, nonostante la soddisfazione di vivere da da titolare campionati che concludevamo ad immediato ridosso delle big”, ha dichiarato ai microfoni de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’.

BARI E PALERMO – “Mancano terribilmente al calcio italiano. Ma un distinguo è doveroso: il Bari ha una proprietà non solo solida, ma con capacità accertate nel calcio. Il girone C di serie C è maledettamente difficile: bisogna trovare la chiave per uscirne. Il Palermo non ha ancora una proprietà così strutturata: un piazzamento playoff è in linea con il processo di crescita del club. Nel girone d’andata è stato un Bari a mio avviso troppo concentrato alla caccia del gioco e meno sulla concretezza. Con Auteri i biancorossi hanno giocato buone gare, spesso inflitto un poker di reti agli avversari, ma nei match sporchi hanno perso terreno”.

CARRERA – “Con Massimo ho condiviso quattro anni all’Atalanta. Un ragazzo straordinario, nonché uno dei migliori difensori della sua generazione. Non devo trovargli alibi, ma è arrivato in un momento complesso e con la promozione diretta ormai sfumata. Tuttavia, l’ho sentito parlare più volte e condivido il suo pensiero: ora non serve fissarsi su moduli e tatticismi: serve lavorare sulla testa, sul cuore, sulla rabbia. La serie B è sempre in vista, sebbene tramite i playoff. E lui ha le qualità per tirare fuori da questi ragazzi tutte le energie mentali che serviranno in questo momento”.

LA SCOSSA – “A volte basta uno sguardo. Ricordo sempre gli occhi del grande Klass Ingesson quando segnò il gol che ci consentì di battere il Lecce nel derby: fissò tutti per far capire quanto fosse importante quel successo. Scattò in noi una scintilla che ci portò ad una rimonta incredibile, fino ad acciuffare la promozione in A. Chissà, magari anche battere una big come il Palermo può fungere da scossa. Frattali? Ho condiviso la scelta di puntare su di lui perché è esperto e ha grande forza mentale. Se è venuto a Bari dalla A, non lo ha fatto certo per comodo. Ora comincerà un periodo decisivo pure per lui: sarà chiamato a fare la differenza, ma sono certo che la missione non lo spaventi”, ha concluso Fontana.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy