Ballardini-Mediagol: “Zamparini? Battemmo la Roma di Totti e Spalletti e mi disse una cosa sorprendente. Urla e lite prima di Frosinone…”

Ballardini-Mediagol: “Zamparini? Battemmo la Roma di Totti e Spalletti e mi disse una cosa sorprendente. Urla e lite prima di Frosinone…”

L’intervista esclusiva concessa da Davide Ballardini, ex tecnico di Cagliari, Palermo, Lazio e Genoa, alla redazione di Mediagol.it

Davide Ballardini e Maurizio Zamparini.

Un binomio professionale che a Palermo ha oggettivamente prodotto risultati di rilievo. Personaggi in antitesi sul piano caratteriale, profondamente distanti in merito alla concezione di ruoli e rapporti tra presidente e allenatore. Due stagioni vissute sempre sul filo dei nervi e della tensione latente anche se non sempre palesata. La prima esaltante, datata 2008-2009, in cui un Palermo di altissimo lignaggio in termini di cifra tecnica complessiva disputò una stagione di altissimo livello sfiorando la qualificazione all’Europa League.

La seconda più recente, 2015-2016, caratterizzata da un finale di campionato thrilling, tra incomprensioni, frizioni trasversali e rush finale travolgente con il patto tra Ballardini ed i senatori del gruppo che gettò le basi per la conquista di una salvezza ormai quasi insperata.

La stima tra il patron friulano ed il tecnico romagnolo non è fondamentalmente mai mancata, alla base dei numerosi confronti aspri un’oggettiva assenza di empatia e feeling, unitamente a diversità caratteriali e due visioni quasi agli antipodi in merito alla concezione del ruolo dell’allenatore in un club professionistico.

L’ex tecnico del Palermo rivela due aneddoti molto particolari del rapporto tra lui e Maurizio Zamparini nel corso di un’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.

“Il mio ricordo più bello e quello più brutto della mia esperienza a Palermo con Zamparini? Ce ne sono stati tanti di bellissimi, il primo anno è stato sostanzialmente meraviglioso. Ricordo in particolare due momenti  estremamente esplicativi sulla reale indole di Zamparini. Il primo anno arrivai a Palermo e dopo due giorni mia madre morì, quindi tornai a casa per il funerale e poi rientrai di fatto subito a Palermo. Era il 4 di settembre, tornai in Sicilia e facemmo la prima partita contro la grande Roma di Spalletti, Totti e grandissimi giocatori a completare la rosa della compagine giallorossa. Vincemmo 3 a 1 e fecero gol Cavani, Miccoli e Simplicio, il  modulo adottato era il famoso 4-3-1-2 con Simplicio dietro Cavani e Miccoli. Finita la partita io sentì Zamparini che mi disse: ‘Tutto il merito è di sua mamma che da lassù le ha fatto vincere la partita’. Io lo ringraziai, fu una cosa simpatica. Io stravolsi tutto, prima del mio arrivo il Palermo utilizzava il 3-5-2 con Cavani che giocava come esterno a centrocampo. La seconda cosa, che è al contempo piacevole e spiacevole, fu prima della partita contro il Frosinone del 2016, sfida decisiva perché se avessimo pareggiato saremmo stati praticamente spacciati. Zamparini voleva che giocassimo in un modo preciso sul piano tattico, pretendeva che io facessi giocare determinati giocatori, indicandomi perfino la loro disposizione. Delle urla pazzesche. Passava da lì Carlo Regno, con cui la sera prima di una partita lavoravo sempre in albergo per preparare gli ultimi dettagli, sentiva queste urla così feroci che pensava fossero strali di Zamparini rivolti contro di me. Invece ero io che al telefono urlavo con Zamparini, che a sua volta urlava come me. Carlo mi chiese: ‘Davide, ma chi era che gridava al telefono?’. E io risposi: ‘Ero io, non ne potevo più e ce ne siamo dette di tutti i colori’. Dopo la partita, che vincemmo per due a zero, lui venne da me con la sua faccia ‘Alla Zamparini’ e mi disse: ‘Sa, aveva ragione lei’, e la storia finì così. Dopo aver litigato furiosamente, finita la partita mi diede ragione e basta, liquidando la questione con una frase. Zamparini è un presidente a cui nel suo squilibrio non puoi non volergli bene, è un soggetto particolare ma gli vuoi bene, Anche se mi preme dire una cosa, sono molto dispiaciuto di come ha lasciato Palermo ed il Palermo, lo ha portato a fare una fine che non meritava e questa è una cosa che non mi è piaciuta affatto”.

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