Albanese sul crowdfunding di Mirri: “Al Palermo servono 40 milioni, non 2. Ho il terrore che non ci sia un compratore…”

Il presidente di Sicindustria ha parlato della iniziativa di Dario Mirri per provare a raccogliere altri fondi per pagare gli stipendi del 16 marzo

Se non c’è un compratore pronto, è un vero problema“.

Esordisce così Alessandro Albanese parlando dell’iniziativa che a breve verrà resa pubblica da Dario Mirri. Il presidente di Sicindustria, prima che arrivasse l’accordo tra il proprietario della Damir e il club rosanero, si era detto pronto ad aiutare il Palermo con il supporto di diversi imprenditori locali. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Albanese ha raccontato con dovizia di particolari cosa è accaduto: “Una premessa, dopo inesattezze lette: Sicindustria in questa vicenda non c’entra nulla. Detto questo, siamo stati contattati domenica. Si sono riuniti a pranzo 5­-6 imprenditori, io non ero presente, ma partecipavo in chat. Si era racimolata una cifra intorno a 1 milione e 600 mila euro. Tutto sulla parola, con questa somma non si sarebbe evitata l’intera penalizzazione, ma un paio di punti“.

Successivamente Mirri è riuscito a far tutto da solo e acquistare per 2,8 milioni di euro la gestione degli spazi pubblicitari all’interno dello stadio: “Siamo stati informati dell’accordo con Mirri, il quale avrebbe messo la cifra che serviva. Che poi era quello che noi auspicavamo. Ho apprezzato l’atto d’amore di Mirri. Nostro aiuto entro il 16 marzo? Entro nel merito: un’operazione come quella di Mirri la fai se hai un piano alle spalle, che ti permette in futuro di proseguire il progetto della pubblicità, o se c’è un compratore che ti permette di recuperare i 2 milioni e 800 mila euro che hai investito. Se, invece, si lancia l’idea di una colletta, ho il terrore che non ci sia né un progetto, né un compratore“.

Una delle idee innovative di Mirri è anche quella di cercare aiuto da parte del singolo tifoso, ma Albanese è piuttosto scettico in merito all’apertura di un conto corrente dove potranno essere immessi questi fondi: “E per fare che? Anche se riuscissimo a convincere altri imprenditori a mettere 2 milioni e 800 mila euro per metà marzo, poi nei prossimi mesi che facciamo? E quando arrivano i decreti ingiuntivi, che si fa? Al Palermo servono almeno 40 milioni, non 2. Qui c’è bisogno di tanti conti correnti e un salvadanaio davanti a ogni chiesa“.

 

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