Verona-Juventus, Juric: “Lasagna top, in campo per la partita perfetta. Ilic? Sua crescita nemmeno al 20%”

Le parole del tecnico gialloblù alla vigilia della sfida contro la Juventus

verona

Giornata di vigilia per il Verona.

Manca sempre meno alla sfida tra Verona e Juventus, che domani sera si affronteranno al “Bentegodi”, nella sfida valida per la 24^ giornata di Serie A. Un match presentato alla vigilia dal tecnico gialloblù Ivan Juric, intervenuto in conferenza stampa.

“Quando affronti squadre così è chiaro che devi essere perfetto e loro non al massimo, e deve girarti anche un po’ bene. Faremo la nostra partita, poi si vedrà, come al solito. Quando non ci sei perdi con chiunque, ma puoi anche fare risultato con squadre più forti. Cerchiamo di viverla normalmente. I ragazzi le loro cose le fanno, devi avere fortuna. Siamo tutti a rischio, adesso ci sono anche le varianti. Noi stiamo attenti, ma non si può fare molto. L’uomo si abitua a tutto e va avanti, sperando che a noi non succeda. Dopo Genova non ero arrabbiato, ero dispiaciuto, perché c’erano stati tanti minuti di dominio, con occasioni offensive da gestire meglio. La squadra si costruisce piano piano: ci sono momenti nei quali l’allenatore influisce poco, certe cose si acquisiscono col tempo. Anche i giovani possono avere malizia, è difficile da allenare. Poi magari se a Vieira a Genova arriva la palla e la butta via non succede niente, invece abbiamo perso due punti. Non siamo ancora chiari: durante la partita alterniamo momenti buoni ad altri meno buoni. Penso che siamo in fase di costruzione, come gruppo”.

Juric si è poi espresso sulla formazione che domani scenderà in campo: “Non ho ancora deciso. Alcuni giocatori negli ultimi mesi hanno dato tantissimo e iniziano un po’ a cedere, cosa normalissima. Non è facile inserire i nuovi, oltre a Vieira e Favilli, per alzare la concorrenza. In queste settimane ci abbiamo provato, per avere più scelte. Non ho ancora deciso, ho ancora qualche dubbio. Lasagna? Kevin è top. Forse sono io che vedo il calcio in un modo diverso. Quando vedo un giocatore così sono felice: come si è creato le occasioni, i movimenti che ci hanno permesso di ripartire. Quando uno fa così non mi soffermo sull’errore. Dall’inizio abbiamo preso questa strada, sapendo chi siamo: tolleriamo gli errori, non gli atteggiamenti sbagliati. I nostri non sono top player, quando fanno errori non è un problema, è un problema quando sbagliano l’atteggiamento”.

Chiosa finale su Ilic: “Non sono sorpreso, dai primi allenamenti mi aveva trasmesso una sensazione di intelligenza e voglia di lavorare. Il City sceglie giocatori ben precisi. Lui non è nemmeno al venti percento: ci sono aspetti che non vanno bene, nei quali deve migliorare, ma attribuibili alla sua giovane età. Ha un margine di miglioramento assoluto, è nelle prime fasi della sua crescita. Poi vediamo come crescerà, deve migliorare fisicamente. Ma ha appena iniziato: in quattro o cinque anni, se tutto va bene, può diventare un giocatore importante”.

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