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Venezia, l’ad Rogg: “Caso Palermo? Motivazioni assurde, stiamo valutando le mosse da fare”

L'intervista all'amministratore delegato del club lagunare, Andrea Rogg, che si è espresso relativamente al caso Palermo

Mediagol97

Motivazioni assurde

Parla così Andrea Rogg. L'amministratore delegato del Venezia, intervistato da La Nuova di Venezia e Mestre, analizza in maniera esplicita le motivazioni della Corte Federale d'Appello, ufficializzate anche dalla Federcalcio, che ha modificato la sentenza di primo grado relativa al caso Palermo del Tribunale Federale Nazionale.

Una retrocessione nel torneo di Serie C commutata infine in una penalizzazione di 20 punti da scontare nella stagione appena conclusa ed un'ammenda da pagare di 500 mila euro, con la conseguente disputa dei playout, persi dalla formazione lagunare contro la Salernitana.

La riduzione di tale sanzione è stata decisa per "insufficienza di prova" nella quantificazione delle voci di bilancio alterate ed il loro effettivo impatto sull'iscrizione ai campionati "pur restando gravi le diverse violazioni accertate, peraltro reiterate nel tempo, indice di una gestione economico-finanziaria e patrimoniale della società lontana dalle regole di prudenza contabili, nonché dai principi di lealtà e probità".

Venute dunque fuori le motivazioni dietro alla decisione presa, adesso bisognerà capire se la Procura Federale le impugnerà o meno davanti al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni: "Noi non possiamo muoverci su questo campo - afferma ancora Andrea Rogg - ma stiamo sempre valutando le mosse da fare in base al ricorso respinto dal Tar del Lazio. Serie B più lontana? Vediamo domani, quando alle parole subentreranno i fatti, le regole devono essere applicate e non interpretate".

"La Corte Federale d'Appello - commenta sul piano giuridico Gianmaria Daminato, legale del

Venezia - riconosce di essere davanti ad episodi incompatibili con qualsiasi concetto di etica sportiva. Ha deciso di ridurre la sanzione per insufficienza di prove nella quantificazione di voci di bilancio alterate e il loro impatto sull'iscrizione ai campionati. È tutto un po' bizzarro e illogico anche perché la stessa Corte ribadisce che la gestione economica e patrimoniale della società è stata lontana dalle regole di prudenza contabile e di principi di lealtà. E siamo in presenza di casi reiterati nel tempo".