Vecchio Palermo, in venti chiedono il fallimento: non solo Zamparini, anche altri amministratori rischiano la bancarotta fraudolenta. I dettagli

Vecchio Palermo, in venti chiedono il fallimento: non solo Zamparini, anche altri amministratori rischiano la bancarotta fraudolenta. I dettagli

Nel mirino degli investigatori delle fiamme gialle ci sono tutte le operazioni finanziarie degli ultimi cinque anni e chi le ha
autorizzate

Sono arrivate a venti le istanze di fallimento del vecchio Palermo presentate al collegio della quarta sezione fallimentare del tribunale di Palermo presieduto da Gabriella Giammona“.

Apre così l’edizione odierna de La Repubblica parlando delle vicende che riguardano l’U.S. Città di Palermo, società che non ha iscritto la squadra al campionato di Serie B e destinata al fallimento. Le istanze sono state presentata dai calciatori che non hanno ricevuto le ultime mensilità dei loro stipendi. L’udienza prefallimentare si è svolta ieri, partendo dalla richiesta di concordato preventivo presentata lo scorso 22 agosto dai rappresentanti di Arkus Network, attraverso il loro legale Antonio Atria: “In realtà su questo punto la decisione sulla richiesta di concordato preventivo sarebbe dovuta arrivare oggi, ma da quanto si apprende i legali rappresentanti della vecchia società non avevano comunicato la richiesta alla Camera di commercio di Palermo, un passaggio da completare prima della richiesta al tribunale fallimentare“.

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Oltre che l’ex proprietario del club di viale del Fante Maurizio Zamparini, già a processo per falso in bilancio e false comunicazioni sociali, è parecchio alta la possibilità che anche altri amministratori vengano iscritti nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta: “Nel mirino della procura ci sono le fittizie operazioni sul marchio, venduto fittiziamente a società estere riconducibili a Zamparini, ma soprattutto il sistematico svuotamento dei conti correnti del club per evitare che venissero aggrediti dai creditori“. Spostamento grosse somme di denaro che, secondo la tesi portata avanti dalla Guardia di Finanza, veniva effettuato mettendo a bilancio la cifra da prelevare dalle casse del club alla voce debiti verso soci finanziatori.

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