Vecchio Palermo, Albanese raggirato dai Tuttolomondo: risultava presente a riunione del Cda, ma era assente

Risultava presente ad una riunione del Cda alla quale non aveva partecipato

“E pure Albanese venne raggirato dai due fratelli”.

Scrive così l’odierna edizione del ‘Giornale di Sicilia’, parlando di Alessandro Albanese, anche lui vittima di Salvatore e Walter Tuttolomondo, così almeno traspare nell’ordinanza di custodia a carico dei fratelli finanzieri, dell’ennesimo imbroglio. Lo avrebbero fatto risultare presente in una strategica riunione del Cda quando in realtà non vi aveva partecipato. Forse sentendo puzza di bruciato”. Si tratta della riunione in cui si votava l’acquisto del ramo di azienda della «Group Itec srl», che doveva avere lo scopo, scrive il Gip Jannelli, “di destinare il credito portato in dote da tale società a compensazioni che regolarizzassero la posizione fiscale della Us Città di Palermo”.

Le indagini proseguono senza sosta e l’inchiesta della guardia di finanza sull’operazione legata alla società di calcio si allarga a vista d’occhio. Stando a quanto scoperto in queste ultime ore, dunque, anche Albanese, che doveva rappresentare la faccia pulita dell’imprenditoria palermitana e in fondo costituire una garanzia di trasparenza, sarebbe stato raggirato dai fratelli Tuttolomondo. Presenti a questa riunione “gli indagati Roberto Bergamo (amministratore delegato) Walter Tuttolomondo e Tiziano Gabriele (presidente del collegio sindacale), e «votano favorevolmente l’acquisto del ramo di azienda della Group Itec», che in realtà era una scatola vuota e, come sottolineano gli investigatoti, con un passato di false fatturazioni”.

Albanese, che con “pec ha rappresentato di non avere partecipato al Cda che ha deliberato l’acquisto del ramo di azienda, diversamente da quanto riportato nel verbale di adunanza e “di avere preteso ed ottenuto l’annullamento da parte del Cda, capisce che non è possibile nessun credito fiscale, anzi è del tutto inesistente e decidere di troncare i rapporti con i Tuttolomondo, abbandonando definitivamente il Consiglio di amministrazione e rassegnando le proprie dimissioni dal ruolo di presidente.

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