Ternana, Lucarelli: “Vittoria contro il Monopoli la svolta, mi ispiro a Mazzarri. Pirlo? Io iniziai a guidare una Fiat Uno”

Le parole del tecnico della compagine umbra

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L’uomo della svolta per la Ternana, neo promossa in Serie B.

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Il tecnico della “Fere”, Cristiano Lucarelli, è intervenuto nel corso del format radiofonico Maracanà sulle frequenze di TMW Radio. L’allenatore toscano si è soffermato sulla promozione in Serie B conquistata dalla sua squadra già nel precedente turno di Serie C e che ieri, dopo il roboante successo del Libero Liberati sulla Cavese per 7-2, è stata premiata ufficialmente come vincitrice del Girone C di Lega Pro. Una stagione da incorniciare quella della compagine rossoverde, nella quale l’esito finale non è mai sembrato davvero in discussione.

Numeri importanti per la Ternana? Per il momento preferisco non guardarli, abbiamo altri obiettivi. Non capitano spesso annate come queste e bisogna sfruttarle fino in fondo. Ci renderemo conto solo alla fine di quello che siamo riusciti a fare. Segreti non ce ne sono. Alleno un gruppo forte, non gli ho insegnato a giocare a calcio. Come staff abbiamo cercato di intervenire solo sull’aspetto mentale. Giornata dopo giornata abbiamo preso consapevolezza che potevamo dire qualcosa anche noi. Non eravamo i favoriti ma altre big. I ragazzi sono stati bravi, sono stati un rullo compressore. Con idee diverse, mi ispiro a Mazzarri, con cui ho anche un rapporto personale importante. Momento chiave? Verrebbe dire facile le due vittorie col Bari. L’ho capito invece con il Monopoli, quando abbiamo vinto 2-1 con due rigori sbagliati da loro. La dea bendata ci ha dato una mano ma anche noi ci siamo adattati alla partita. Il primo giorno ho detto che mi sarebbe piaciuto giocare con i 4 attaccanti, ma serviva un grande lavoro da parte loro. Avevano paura di non arrivare lucidi davanti alla porta, ma io gli ho detto di provarci e fidarsi. E oggi in due si stanno giocando la classifica cannonieri. Bisogna essere bravi a farli uscire da quella zona di comfort che si creano i giocatori. Loro si sono fidati e hanno fatto una grande stagione. La mia idea su Pirlo? Io ho ritenuto necessario fare una gavetta. Con le conoscenze che ho, probabilmente avrei potuto anche avere una crescita più rapida, ma mi sembrava ingiusto non fare un percorso di gavetta che mi potesse dare la possibilità di sbagliare e sperimentare. Ho faticato all’inizio, mi sentivo ancora un calciatore di Serie A e non accettavo il fatto di confrontarmi con la società. Mi sono preso il tempo di poter sbagliare e ho imparato tanto, poi ho fatto il passo in avanti accettando piazze importanti. L’esperienza che ho acquisito è stata importante. Io come prima macchina invece che una Mercedes mi comprai una Fiat Uno. E così è stato anche da tecnico. Chi lo ha messo lì è perché pensa di farlo crescere negli anni. Se fosse subito sostituito, allora se ne può discutere”.

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