Serie C, Ghirelli a 360°: “Caso Trapani? Non ci possiamo nascondere. Le regole parlano chiaro, ecco cosa potrebbe accadere”

Il presidente del club granata ha trattato diversi temi nel corso dell’intervista odierna concessa a TuttoC

Serie C

Francesco Ghirelli, ha rilasciato una lunga intervista nel corso della quale ha toccato diversi temi.

Il numero uno della Lega Pro, intervistato dalla redazione di TuttoC.com, ha detto la sua in merito alla ripartenza della stagione di Serie C che è iniziata nonostante le mille difficoltà dovute anche all’iniziale voglia dell’AIC di posticipare la partenza.

“Ci sono momenti in cui si fa un passo indietro per farne due in avanti. Abbiamo fatto un passo indietro sul numero di questo campionato: è un dato oggettivo, non lo nego. Però ne abbiamo fatti due avanti: superiamo le Colonne d’Ercole. Sul minutaggio e le liste, argomenti sui quali non eravamo mai arrivati a discutere: ora possiamo dire che fanno parte del patrimonio della C. Da questa prospettiva, ritengo che anche l’AIC abbia fatto un passo in avanti in quella direzione. Chiunque ci sarà in futuro, che sia il sottoscritto o altri, potrà far partire la discussione da un’acquisizione: abbiamo trasformato queste cose in programmatiche. Ora parliamo di un progetto di lungo periodo. Io partirei da un presupposto. Se due anni fa non ci fosse stata Bitonto-Picerno in Serie D, oggi saremmo partiti con 60 squadre. Questo perché negli ultimi mesi vi è stata un’azione molto spinta, e anche di credibilità della Lega, per avere una serie di interventi dal governo, penso per esempio alla cassa integrazione, alla questione dell’IRAP, all’aiuto della FIGC sul fondo salva calcio. Ci siamo inventati il Comitato 4.0: un soggetto forte, che va al tavolo della trattativa con l’esecutivo. Tutto questo ci ha portati ad arrivare ai nastri di partenza in 60. Sembrava una cosa impensabile in tempi normali, figuriamoci in una situazione di questo genere”. 

Lo stesso Ghirelli si è anche soffermato sul caso che sta tenendo banco nel girone C ossia quello del Trapani che in questo momento sta vivendo un momento davvero surreale.

“Non ci possiamo nascondere. È un fatto negativo che ci troviamo a dover governare. Quando parlo del Trapani, vedo il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Un sistema non funziona solo per la sua capacità di evitare determinate cose, ma anche perché dimostra di avere gli anticorpi per reagire. Il Trapani non è sceso in campo perché hanno funzionato. A me dispiace, ovviamente, perché è una città con una lunga tradizione, che ha vissuto una crisi societaria per ragioni anche extra-calcistiche, in una regione con una grande storia. Vedremo come andrà a finire, ci sono tanti punti di criticità, dalla verifica sui requisiti di onorabilità alle vicende societarie. Vediamo. Anche la mancata presentazione in Coppa Italia non è stata bella. Vederemo come andrà a finire: le norme dicono che senza presentarsi in due partite si viene esclusi. Io non voglio fare polemica, sarebbe sbagliato. Ma c’è un problema. Ci dobbiamo interrogare sul perché avviene. È evidente che, a prescindere dalla vicenda Trapani che forse è un caso, la questione si ponga soprattutto per chi viene da tanti anni in B. Poi la paghiamo noi, ma non è bello per tutto il calcio italiano”.

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