Serie A, Infantino sul razzismo: “È grave, serve educare e condannare”. E Addiechi…

Serie A, Infantino sul razzismo: “È grave, serve educare e condannare”. E Addiechi…

Le dichiarazioni del presidente della Fifa Gianni Infantino in merito ai casi di razzismo in Italia

Il razzismo continua a dilagare nel mondo del calcio.

Il derby di Milano dedicato alla lotta contro il razzismo, attraverso slogan e messaggi rivolti al tifoso, non è riuscito a placare neanche per ventiquattro ore il grave fenomeno. Ieri l’ennesimo caso di discriminazione, nel corso di Atalanta-Fiorentina tra gli spalti dell’Ennio Tardini di Parma (campo neutro che ospita le gare casalinghe degli orobici). Orsato ha fermato il gioco a mezz’ora dal fischio d’inizio per alcuni cori discriminatori rivolti al terzino viola Dalbert. La richiesta di dare un netto segnale alla tifoseria è giunta al direttore di gara proprio dallo stesso giocatore brasiliano. Il match è stato sospeso per circa tre minuti, nel corso dei quali lo speaker ha ricordato a coloro che erano presenti sugli spalti il divieto di scandire cori di matrice territoriale. La  tifoseria, da parte sua, ha risposto con dei sonori fischi.

L’episodio non è andato giù a Gianni Infantino, presidente della Fifa, che — ai microfoni di 90esimo minuto su Rai 2 — si è ancora una volta scagliato contro il dilagante fenomeno: “Il razzismo si combatte con l’educazione, condannando, parlandone. In Italia la
situazione non è migliorata e questo è grave. Bisogna identificare gli autori e buttarli fuori dagli stadi. Ci vuole,
come in Inghilterra, la certezza della pena. Non bisogna avere paura di condannare i razzisti, dobbiamo combatterli fino alla fine“.

Anche Federico Addiechi,
responsabile della sostenibilità Fifa, a margine del Fifa Diversity Award a Milano, ha ribadito la posizione della federazione in merito all’argomento: “I casi di razzismo in Italia sono situazioni inaccettabili, siamo per la tolleranza zero. Serve una reazione forte. C’è un protocollo per fermare le partite, per mandare le squadre in spogliatoio e per cancellare la gara. Aspettiamo che questi meccanismi vengano recepiti anche in Italia“, ha spiegato.

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