Scozia, vietati i colpi di testa agli Under 12: scoppia il dibattito. I pareri di Arcoleo e Tedesco

Niente colpi di testa per i calciatori sotto i 12 anni di età: gli studi dell’associazione Headway indicano un aumento del rischio di demenza in età adulta

Vietati i colpi di testa agli Under 12.

Il provvedimento, unico in Europa, è stato preso dalla federcalcio scozzese per prevenire i rischi di demenza in età adulta, più alti tra i calciatori secondo uno studio condotto nell’arco di ben 22 mesi dall’Università di Glasgow, finanziato dalla Football Association e dalla Professional Footballers’ Association: un cambiamento epocale che potrebbe dare il via ad una vera e propria rivoluzione.

La Scozia, dunque, passa ai fatti: il divieto verrà ufficializzato nel corso di questo mese di gennaio e riguarderà solo ed esclusivamente gli allenamenti dei baby calciatori sotto i 12 anni. La notizia chiaramente, ha aperto un dibattito non indifferente, alle voci dei tanti esperti ai lavori si sono aggiunte anche quelle dell’allenatore palermitano Ignazio Arcoleo e dell’ex centrocampista e attuale tecnico dell’under 15 dell’Academy Tedesco, Giacomo Tedesco, che intervenuti ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, hanno espresso il loro punto di vista su questa inaspettata decisione.

“Affinché tutto ciò diventi concreto serve che tra i bambini venga utilizzato il pallone a controllo ridotto, oltre a cambiare regolamento in merito alla battuta delle rimesse laterali non più con le mani ma con i piedi – spiega Tedesco -. Questo faciliterebbe la tecnica individuale. Di contro, però, verrebbe a mancare una parte motoria. Già la coordinazione dei bambini non è più quella di una volta, non sanno più coordinare braccia e gambe, si vede in campo perché diventano pezzi di legno e questo è dovuto anche all’assenza di attività motoria a scuola. Mettersi contro la scienza, però, non è la soluzione migliore, bisogna capire veramente se nel lungo termine può creare un danno al bambino”.

Totalmente d’accordo con la scelta della federcalcio scozzese, invece, Arcoleo: “È una scoperta nuova e ne prendiamo atto
con le esigenze della medicina. Non ho mai privilegiato il lavoro sui colpi di testa, secondo me non ha senso perché si incentivano i bambini a farsi male. Ho sempre favorito l’aspetto tecnico. Sono d’accordo, la scienza va avanti ed è giusto prendere determinate scelte”, ha spiegato il tecnico.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy