Sassuolo-Atalanta, Zapata: “Il nostro obiettivo è essere protagonisti. Futuro? Ho le idee chiare”. E sul razzismo…

Sassuolo-Atalanta, Zapata: “Il nostro obiettivo è essere protagonisti. Futuro? Ho le idee chiare”. E sul razzismo…

Le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante colombiano, Duván Zapata, in vista di Sassuolo-Atalanta

“Non ci penso assolutamente a lasciare Bergamo. Penso solo a fare il massimo per l’Atalanta”.

Parola di Duván Zapata. A poche ore da Sassuolo-Atalanta, l’attaccante colombiano, attualmente in forza al club nerazzurro, intervenuto ai microfoni di ‘Tuttosport’, si è raccontato tra passato e presente, soffermandosi anche sui suoi obiettivi futuri: “Sono nato a Calì, ho vissuto lì, un quartiere un quartiere popolare, con i miei genitori e mia sorella. Volevo diventare un calciator famoso per comprarmi una Playstation. Solo dopo ho cominciato a pensare a una bella macchina, una bella casa. In quel momento sognavo solo la Playstation”.

“Oggi – ha proseguito il numero 7 dell’Atalanta -, il mio obiettivo è quello di migliorarmi continuamente e fare più gol possibili. Dove posso migliorare? Tecnicamente in tutto, lavoro ogni giorno per crescere. Gasperini è un grande, uno con cui è un piacere lavorare, anche se ti fa faticare tantissimo”.

L’arrivo al Napoli, l’avventura con Udinese e Sampdoria e infine il passaggio all’Atalanta: “Sono arrivato lo stesso anno di Higuain, sapevo che avrei fatto la riserva. È stato uno spettacolo allenarsi con lui, una lezione di calcio continua. A Udine sono stati due anni belli, tranne per un problema al quadricipite. Alla Samp invece sono stato dieci mesi, una stagione difficile perché sono arrivato l’ultimo giorno di mercato. Arrivato qui a Bergamo, ho pensato di non farcela perché non avevo mai fatto e non avevo mai visto una preparazione così pesante. C’erano momenti in cui pensavo: no, non ce la faccio, non ce la posso fare. Trenta secondi e ripartivo. La squadra lavora per un solo obiettivo: essere protagonisti – ha raccontato Zapata -. E Gasperini è un grande, uno con cui è un piacere lavorare, anche se ti fa faticare tantissimo”.

Chiosa finale sul razzismo: “A me in campo e fuori non è mai accaduto nulla, fortunatamente. Però non credo assolutamente che in Italia ci sia il razzismo. Ci sono alcuni che sbagliano, ma sarebbe sbagliato anche generalizzare”, ha concluso.

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