Santana: “Pronti a ripagare l’affetto dei tifosi sul campo. Errore di Ricciardo? La reazione della squadra…”

Santana: “Pronti a ripagare l’affetto dei tifosi sul campo. Errore di Ricciardo? La reazione della squadra…”

Le dichiarazioni del fantasista del Palermo, Mario Alberto Santana, relative al suo passato e al suo presente in rosanero

Parola a Mario Alberto Santana.

Solo un mese fa l’annuncio: Mario Alberto Santana tornerà a vestire la maglia rosanero, una notizia che ha fatto sobbalzare gli animi di tutti i tifosi del Palermo ansiosi di riabbracciare il fantasista argentino pronto a dare il suo contributo per far rinascere il club rosa dopo la triste parentesi relativa alla mancata iscrizione in Serie B. Un passato e un presente di cui lo stesso Santana ha parlato durante il Tg Rosanero in onda su TRM.

“É qualcosa che respiriamo anche per strada, ogni giorno; la gente ha capito la difficoltà del campionato ed è molto più vicina. Sta a noi ogni fine settimana ripagarli su campo, perché con il loro amore ci stanno dando un grande insegnamentoLa storia di questo club fa sì che la maglia che indossi abbia una certa responsabilità. Quanto scendi in campo allo stadio con tutte queste persone avverti il peso della maglia. Credo che il giocatore però quando entra in campo si dimentica di tutto e cerca di dare il meglio. Errore di Ricciardo? Un giocatore cerca sempre di dimenticare tutto: la squadra nonostante l’errore è rimasta unita e ha abbracciato il proprio bomber. Questo fa la differenza, non importa se sei giovane o vecchio: c’è rispetto reciproco da parte di tutti”.

Chiosa finale sulla sua prima esperienza in rosanero: “Quel periodo posso dire che mi ha aiutato tanto. Essere così giovane in una squadra come quella mi ha aiutato a crescere. Il Santana del primo anno non parlava l’italiano ed era tutto più difficile, ma ho trovato dei compagni ospitali, che mi hanno fatto sentire bene. Se ho fatto tutto quello che ho fatto, è grazie al Palermo. Nella mia vita ho fatto tante cose, ho affrontato molte difficoltà, ma è grazie a quelle che sono diventato la persona che sono oggi. La cosa più bella del calcio? Le emozioni che mi dà ogni giorno il campo e vedere i mei compagni: quando sarò stanco, poi dirò basta”.

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