Sampdoria-Verona, Ranieri: “Gare a porte chiuse la morte del calcio. Hellas? Servirà un grande match, i tifosi…”

Le parole del tecnico della Sampdoria, Claudio Ranieri, in vista della sfida contro il Verona

Sale l’attesa per Sampdoria-Verona.

Si ferma ancora la Serie A per fare fronte all’emergenza coronavirus, tra i match rinviati al 13 maggio Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e il big match tra Juventus e Inter. Intervenuto ai microfoni del canale ufficiale del club blucerchiato, Claudio Ranieri, ha presentato la sfida contro l’Hellas – che verrà regolarmente disputata – soffermandosi inoltre a parlare della decisione di rinviare le gare inizialmente previste a porte chiuse.

“Si entra nel momento decisivo del campionato e in punti pesano doppio. L’Hellas è la sorpresa del campionato: giocano benissimo, con serenità e tranquillità notevole. Dovremo fare una grande partita per uscire, con i tifosi che saranno importantissimi. Sarà una gara difficile contro una squadra dalla grande forza fisica. Loro sono la sorella dell’Atalanta perché ti pressano sempre in avanti ti attaccano e anche il nostro lavoro di preparazione è identico a quello della settimana prima della partita con la Dea”.

L’allenatore si è poi espresso sulle condizioni degli infortunati: “Colley è recuperato pienamente ma Thorsby e Linetty non ci saranno. Sono in via di guarigione ma non voglio rischiarli”.

Inevitabile la parentesi relativa alle ripercussioni dell’emergenza coronavirus sul calcio: “Come vivo il Coronavirus? Come una normale influenza. Dobbiamo stare attenti ma la prevenzione che viene attuata è la scelta giusta che in Europa adesso ci copiano. Con la squadra ne parla ma quando si va in campo si pensa solo all’allenamento e a farlo nel miglior modo possibile. La squadra è concentrata sul proprio lavoro ed è attenta a tutta la prassi che ci è stata consigliata. Rinvio della gara contro l’Inter? Ci vuole la serenità di capire che la salute dei cittadini viene prima di tutto. Campionato condizionato? Un po’ si, ma bisogna fare di necessità virtù anche se giocare a porte chiuse è la morte del calcio. Una partita senza pubblico è irreale perché sembra un allenamento. Non mi piace, preferisco rimandare la gara per avere i tifosi”.

 

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